Sentenza n. 540/2026 - Bari, Sezione 2
per l’ottemperanza della sentenza del T.A.R. Puglia, Sez. II, pubblicata il 25.01.2021, n. -OMISSIS-; con conseguente declaratoria di nullità, ex art. 114, comma 4, lett. b), c.p.a.: - del provvedimento prot. n. -OMISSIS- del -OMISSIS-, notificato alla ricorrente il 26.10.2021, a firma del Prefetto di Barletta-Andria-Trani; - del decreto del Prefetto di Barletta-Andria-Trani del -OMISSIS-, n. -OMISSIS-; - di ogni altro atto a essi presupposto, connesso e/o consequenziale, ancorché non conosciuto, con riserva, ove occorra, della proposizione di motivi aggiunti; nonché per l’accertamento del diritto della società ricorrente alla corretta ed integrale esecuzione delle statuizioni contenute nella predetta sentenza; nonché, in subordine, ove occorra e previa conversione del rito, per l’annullamento del decreto prefettizio innanzi citato del -OMISSIS-, n. -OMISSIS- e, ove occorra e previa riunione del presente ricorso con quello rubricato al ruolo generale n. -OMISSIS-/2021, anche del già impugnato, con separato ricorso, provvedimento prefettizio prot. n. -OMISSIS- del -OMISSIS-.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimenti prefettizi adottati in relazione all’esecuzione di una precedente sentenza che aveva annullato un’informativa interdittiva antimafia
Esito
Favorevole al resistente (ministero e prefettura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha proposto ricorso per l’ottemperanza della sentenza del TAR Puglia, Sezione II, che aveva annullato una precedente informativa interdittiva antimafia, chiedendo l’accertamento del diritto alla corretta e integrale esecuzione del giudicato e la declaratoria di nullità, ai sensi dell’art. 114, comma 4, lett. b), c.p.a., di ulteriori provvedimenti prefettizi ritenuti elusivi o comunque lesivi delle statuizioni giudiziali. In subordine, ha chiesto, previa conversione del rito, l’annullamento di uno dei decreti prefettizi e l’eventuale riunione con un distinto ricorso avente a oggetto un altro provvedimento della Prefettura. Nel corso del giudizio, tuttavia, il provvedimento prefettizio oggetto del ricorso connesso è stato annullato con una successiva sentenza della stessa Sezione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi degli artt. 35, comma 1, lett. c), e 85, comma 9, c.p.a. L’intervenuta pronuncia satisfattiva resa nel distinto giudizio connesso ha eliminato l’interesse attuale della società a ottenere una decisione di merito nel presente giudizio di ottemperanza e sulle domande subordinate di annullamento. Non sono state esaminate nel merito le deduzioni sulla nullità per elusione o violazione del giudicato. Le spese di lite sono state compensate in ragione dell’evoluzione processuale della vicenda, della natura in rito della decisione e della giurisprudenza della Sezione in casi analoghi.
Norme richiamate
art. 114, comma 4, lett. b), c.p.a.
La società aveva invocato la declaratoria di nullità degli atti ritenuti elusivi o violativi del giudicato nell’ambito del giudizio di ottemperanza; la questione non è stata esaminata nel merito per il sopravvenuto difetto di interesse.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Il ricorso è dichiarato improcedibile quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
La disposizione è richiamata quale base processuale della dichiarazione di improcedibilità.
Massime di principio
- Il ricorso per ottemperanza diviene improcedibile quando, nel corso del giudizio, sopravviene una pronuncia giurisdizionale satisfattiva resa in un giudizio distinto ma connesso, tale da eliminare l’interesse attuale del ricorrente a una decisione di merito.
- La sopravvenuta carenza di interesse impedisce l’esame nel merito delle domande di declaratoria di nullità per violazione o elusione del giudicato e delle eventuali domande subordinate di annullamento, quando la pronuncia intervenuta nel giudizio connesso soddisfa la pretesa azionata.
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