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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33902/2023 del 02/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la decisione del Tribunale di Pesaro che aveva ritenuto ammissibile la rinuncia all'opposizione a decreto penale presentata dal difensore dell'imputato durante il dibattimento, nonostante che il decreto penale fosse già stato revocato e si fosse già proceduto all'apertura del dibattimento e allo svolgimento dell'istruttoria. Il PG ha dedotto violazione di legge, sostenendo che la rinuncia era tardiva e avrebbe dovuto essere dichiarata inammissibile e che il processo doveva proseguire fino alla conclusione.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso del Procuratore Generale, ritenendo fondato il motivo. Ha affermato che l'opposizione a decreto penale ha natura di impugnazione e che la rinuncia è ammessa solo se resa nelle forme e nei termini di legge (art. 589 c.p.p.) e purché intervenga prima dell'apertura del dibattimento e a condizione che il decreto non sia già stato revocato. Nel caso concreto la rinuncia era tardiva perché intervenuta dopo la revoca del decreto e dopo lo svolgimento dell'istruttoria; pertanto non avrebbe dovuto essere presa in considerazione né poteva essere dichiarato esecutivo un decreto già revocato. Di conseguenza la sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata per nuovo giudizio al Tribunale di Pesaro in diversa composizione.

Norme richiamate

  • decreto legislativo 30 aprile 1992 n.285 (Codice della strada)

    art. 187, comma 1 e 1‑quater

    Norma che disciplina la fattispecie di reato contestata (guida in stato di alterazione). Usata per identificare il capo di imputazione nei confronti dell'imputato.

  • codice di procedura penale

    Disciplina l'opposizione al decreto penale di condanna; la Corte conferma che l'opposizione ha natura di impugnazione.

  • codice di procedura penale

    Stabilisce le forme e i termini per la rinuncia all'impugnazione; la Corte richiede che la rinuncia sia resa secondo dette forme e termini per essere efficace.

  • Giurisprudenza della Cassazione

    Sez.6, Sent. n. 48593 del 02/11/2022 e altre decisioni citate

    Principi consolidati secondo i quali la rinuncia all'impugnazione è legittima solo se interviene prima dell'apertura del dibattimento e a condizione che il decreto non sia già stato revocato.

Massime di principio

  • L'opposizione al decreto penale di condanna è un'impugnazione: può essere oggetto di rinuncia, ma la rinuncia è ammessa solo se resa nelle forme e nei termini previsti dall'art. 589 c.p.p.
  • La rinuncia all'opposizione è efficace soltanto se manifestata prima dell'apertura del dibattimento; se la rinuncia interviene dopo l'apertura del dibattimento è tardiva e va dichiarata inammissibile.
  • Se il decreto penale è già stato revocato nel corso del procedimento (es. a seguito di citazione a giudizio e apertura del dibattimento), non è possibile rendere efficace una successiva rinuncia né dichiarare esecutivo il decreto revocato.
  • Il difensore che dichiara la rinuncia deve essere munito dei necessari poteri (es. procura speciale) e la forma dell'atto di rinuncia deve rispettare i requisiti di legge; in mancanza la dichiarazione può essere priva di efficacia.
  • In presenza di una rinuncia ritenuta tardiva, il giudice deve proseguire il processo fino alla sua conclusione; la decisione di accogliere una rinuncia tardiva può essere annullata in sede di legittimità e comportare il rinvio per nuovo giudizio.

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