Cassazione Penale, Sentenza n. 21407/2023 del 18/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava il rigetto della richiesta di riabilitazione dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale, deducendo che il provvedimento si era fondato sulla circostanza di carichi pendenti e controlli in compagnia di pregiudicati, mentre in realtà i procedimenti penali erano conclusi favorevolmente (una assoluzione e un non doversi procedere per remissione di querela) e tali sentenze erano state prodotte dalla difesa.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che la Corte territoriale avesse adeguatamente motivato il rigetto della riabilitazione basandosi su elementi negativi (nota della Questura su controlli ripetuti in compagnia di pregiudicati, mancanza di occupazione stabile, e quadro complessivo della personalità non mutato) e che le pronunce favorevoli non fossero decisive. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila a favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Giurisprudenza della Corte di cassazione, Sez. 1, n. 8030 del 23/01/2019 (D'Angelantonio, Rv. 274914)
La prova costante ed effettiva di buona condotta, necessaria per la concessione della riabilitazione dalle misure di prevenzione, richiede una valutazione complessiva della personalità che vada oltre la mera astensione dal compimento di reati: occorrono fatti e comportamenti sintomatici di un effettivo e duraturo rispetto delle regole della convivenza sociale, espressione del recupero ad un corretto modello di vita.
Massime di principio
- La riabilitazione da misure di prevenzione richiede la prova di una buona condotta costante e sostanziale, non solo l'assenza di condanne o la produzione di pronunce favorevoli.
- Le segnalazioni di polizia, la frequentazione abituale di persone con precedenti e la mancanza di un lavoro stabile possono essere valutati negativamente e pregiudicare la riabilitazione.
- Le pronunce assolutorie o il non doversi procedere, se non definitive o se inserite in un quadro personale ancora negativamente caratterizzato, possono non essere decisive per la concessione della riabilitazione.
- Chi propone ricorso in Cassazione deve confrontarsi puntualmente con la motivazione della corte territoriale: censure generiche o che non incidono sulla logica del decisum rischiano l'inammissibilità.
- Ricorsi manifestamente infondati possono comportare la condanna alle spese e l'obbligo di versare somme alla Cassa delle ammende.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 18 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 21136/2023 del 18/05/2023
- Sentenza penale · 18 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 21139/2023 del 18/05/2023
- Sentenza penale · 18 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 21140/2023 del 18/05/2023
- Sentenza penale · 18 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 21142/2023 del 18/05/2023
- Sentenza penale · 18 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 21143/2023 del 18/05/2023
- Sentenza penale · 18 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 21145/2023 del 18/05/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →