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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7340/2025 del 21/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione limitata al capo 2) (resistenza a pubblico ufficiale, fatto 21/01/2016). Il difensore ha dedotto la sopravvenuta prescrizione del reato in data 21/07/2023 e contestato che il differimento d'ufficio dell'udienza del 29/06/2020 al 15/02/2021 per oltre sette mesi producessero l'effetto sospensivo della prescrizione ex art. 159 c.p.; la Corte territoriale aveva invece ritenuto che la sospensione operasse in ragione del rinvio d'ufficio adottato ai sensi del provvedimento organizzativo ex art. 83 d.l. n.18/2020.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, limitatamente al capo 2), perché il reato è estinto per prescrizione in data 21/07/2023. È stata eliminata la pena di mesi 1 di reclusione ed euro 50 di multa relativa al capo 2) e rideterminata la pena residua in relazione al capo 1) in mesi 2 di reclusione ed euro 100 di multa, in continuazione con la sentenza irrevocabile della Corte di Appello di Venezia n. 1142/2018.

Norme richiamate

  • art. 159 cod. pen.

    La difesa ha invocato l'art. 159 c.p. per sostenere che il differimento d'ufficio non comportava sospensione della prescrizione per il periodo contestato; la Corte di Cassazione ha condiviso che il rinvio organizzativo non poteva produrre l'effetto sospensivo nella misura ritenuta dalla Corte territoriale.

  • art. 83 d.l. n.18/2020 conv. L.27/2020, commi 6-9

    comma 9: "il corso della prescrizione rimanesse sospeso in ogni caso non oltre il 30 giugno 2020"

    Il provvedimento organizzativo autorizzava il rinvio delle udienze per l'emergenza Covid-19, ma il comma 9 limitava la sospensione della prescrizione al 30/06/2020; ciò non giustificava la sospensione per l'intero periodo di differimento utilizzato dalla Corte territoriale.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 140/2021

    La Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del comma 9 dell'art. 83 per violazione del principio di legalità della pena (art. 25 Cost.), impedendo di fare valere quella disposizione per estendere la sospensione della prescrizione.

  • art. 25 Cost.

    Riferimento al principio di legalità della pena: la Consulta ha ritenuto che la norma oggetto di scrutinio derogava al principio di legalità, con la conseguente declaratoria di incostituzionalità.

Massime di principio

  • Un differimento d'ufficio disposto per motivi organizzativi (es. provvedimenti anti-Covid) non produce automaticamente un effetto sospensivo della prescrizione oltre i limiti espressamente previsti dalla legge.
  • Se la norma che avrebbe sospeso la prescrizione è stata dichiarata incostituzionale (es. Corte Cost. n.140/2021), non può essere invocata per prolungare i termini di prescrizione; occorre calcolare la prescrizione alla luce della dichiarazione di illegittimità.
  • Il giudice di merito deve motivare con riferimento ai dati storici e giuridici ogni affermazione sul decorso o sulla sospensione della prescrizione; motivazioni apodittiche possono essere censurate in Cassazione.
  • Quando la prescrizione è già intervenuta prima della pronuncia di appello, la Cassazione può annullare senza rinvio limitatamente al capo estinto e rideterminare la pena residua per gli altri capi ove possibile.
  • In casi analoghi l'avvocato deve documentare e computare con precisione i termini di prescrizione tenendo conto di: provvedimenti legislativi temporanei, eventuali sospensioni espressamente previste e pronunce costituzionali che ne abbiano dichiarato l'illegittimità.

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