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Sentenza

Sentenza del 10/01/2022 n. 365 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Controversia sulla debenza, per l'anno 2008, del canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP) relativo agli 'attraversamenti' realizzati mediante pontoni/viadotti autostradali che proiettano sulla sottostante strada provinciale. La ricorrente sosteneva l'esenzione perché l'autostrada e i pontoni sarebbero beni del demanio statale e la società vi operava in forza di concessione con ANAS/Stato; la Provincia pretendeva il canone ritenendo l'occupazione abusiva in mancanza di titolo provinciale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato la sentenza d'appello che aveva qualificato l'attività della concessionaria come occupazione abusiva del suolo provinciale e, quindi, come presupposto di applicazione del COSAP. La Corte ha richiamato il principio per cui il COSAP è dovuto per l'uso particolare o esclusivo del bene pubblico anche in assenza di formale concessione e che l'esenzione prevista dal regolamento provinciale (art.30) opera solo quando l'occupazione sia direttamente ascrivibile allo Stato o ad altro ente pubblico, non quando l'opera sia gestita da una società concessionaria. La questione della proprietà statale dell'infrastruttura è stata ritenuta irrilevante rispetto alla condotta occupativa posta in essere dalla concessionaria. Condanna della ricorrente alle spese e riconoscimento dell'onere integrativo per contributo unificato.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507 (TOSAP), artt. 38-39

    Definisce il presupposto impositivo per la tassa su occupazioni di spazi ed aree pubbliche anche soprastanti e sottostanti; individua il soggetto obbligato (titolare della concessione o, in mancanza, l'occupante anche abusivo). La Corte utilizza i principi per affermare che anche le opere sovrastanti (viadotti/pontoni) costituiscono occupazione rilevante.

  • D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 (COSAP), art. 63, comma 1

    Attribuisce a comuni e province la facoltà di disciplinare il canone in sostituzione della tassa; la Corte interpreta che il COSAP è corrispettivo per l'uso speciale/esclusivo del suolo pubblico e può essere applicato anche in assenza di formale concessione (occupazione abusiva).

  • Regolamento COSAP della Provincia di Teramo, art. 30

    Prevede l'esenzione per le occupazioni effettuate dallo Stato, regioni, province, comuni e loro consorzi. La Corte interpreta tale esenzione come operante solo quando l'occupazione sia direttamente riconducibile a uno di questi enti, non quando l'occupazione sia effettuata da una società concessionaria che gestisce l'opera per conto dello Stato.

  • Codice Civile, art. 822

    Richiamato dalla ricorrente per sostenere la demanialità statale delle autostrade; la Corte ritiene la verifica della proprietà marginale e non idonea a escludere il COSAP se l'occupazione è esercitata dalla concessionaria.

  • D.Lgs. 23 marzo 1999/1999 (n. 461), art. 1

    Invocato dalla ricorrente per l'individuazione della rete autostradale nazionale; la Corte ritiene irrilevante l'indicazione della rete nazionale ai fini dell'esenzione quando l'occupazione è posta in essere dalla concessionaria.

Massime di principio

  • Il COSAP è dovuto quando sussiste un uso particolare o esclusivo di beni pubblici, anche se l'occupazione è soprastante (viadotti/pontoni) e anche in assenza di formale concessione: l'occupante di fatto (anche abusivo) è soggetto passivo.
  • L'esenzione prevista per lo Stato o altri enti pubblici opera solo se l'occupazione è direttamente imputabile a tali enti; non si estende automaticamente alle società concessionarie che costruiscono o gestiscono l'opera.
  • La proprietà formale dell'infrastruttura (appartenenza al demanio statale) non è decisiva per escludere il COSAP: rileva chi effettua la gestione economica e funzionale dell'opera nel periodo della concessione.
  • Le strutture sospese che proiettano su aree pubbliche possono costituire base di applicazione del canone anche se non sottraggono materialmente superficie al suolo, poiché il presupposto è l'uso particolare/esclusivo del bene pubblico.
  • In contenziosi simili, grava sul ricorrente l'onere di provare che l'occupazione è stata materialmente effettuata dallo Stato o da altro ente esente; la mera affermazione di appartenenza al demanio statale non basta.
  • Per evitare il COSAP, occorre dunque un titolo concessorio rilasciato dall'ente proprietario del demanio competente (es. Provincia) o che l'occupazione sia direttamente effettuata dall'ente pubblico esente.

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