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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14489/2023 del 05/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorsi per cassazione avverso la conferma in appello delle condanne per due rapine. Censure principali: errata applicazione dell'aggravante speciale di cui all'art. 628, comma terzo, n. 3-bis c.p. (minorata difesa per il luogo), mancato riconoscimento di attenuanti (art. 114 c.p. per minima partecipazione; art. 62, n. 6 c.p. per ravvedimento/risarcimento), vizi di motivazione circa la valutazione concreta del luogo e delle condizioni delle vittime.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili e li ha rigettati. Ha ritenuto corretta l'applicazione dell'aggravante speciale ex art. 628, comma terzo, n. 3-bis c.p., perché il fatto è avvenuto in un luogo (Via Osservatorio) che, per le sue caratteristiche e per l'ora notturna, ha concretamente ostacolato la difesa delle vittime (persone sorprese nell'abitacolo dell'auto, spazio angusto, più aggressori a volto coperto). Ha inoltre escluso l'attenuante della minima partecipazione ex art. 114 c.p. in ragione della presenza della circostanza aggravante speciale prevista per la rapina (più persone riunite ex art. 628) e ha ritenuto inammissibile (e comunque infondata) la richiesta di applicazione dell'art. 62, n. 6 c.p. perché sollevata tardivamente e perché la confessione/non meglio precisate ammissioni non incidono sull'elisione o sull'attenuazione degli effetti dannosi del reato. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 628, comma terzo, n. 3-bis c.p.

    Aggravante speciale per la rapina quando il fatto è eseguito in luoghi tali da ostacolare la pubblica o privata difesa. Richiede un accertamento concreto, ex ante e caso per caso, del contesto e delle condizioni del luogo che abbiano effettivamente agevolato la consumazione del reato e inciso sulle possibilità di difesa; prevale sull'aggravante comune se applicabile.

  • art. 61, n. 5 c.p.

    "l'avere profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all'età, tali da ostacolare la pubblica o la privata difesa"

    Aggravante comune più ampia rispetto all'art. 628/3 n.3-bis: richiede che circostanze di tempo, luogo o persona abbiano concretamente ostacolato la difesa e che l'agente ne abbia effettivamente "profitto". Per la sua configurazione è necessario un accertamento in concreto della vulnerabilità della vittima.

  • art. 114 c.p.

    Attenuante della minima partecipazione alla fattispecie pluripersonale: non si applica quando è prevista dalla legge un'aggravante specifica basata sul numero dei concorrenti (o altra norma speciale che disponga diversamente). Nel caso, esclusa perché la rapina prevedeva aumento di pena per il fatto commesso da più persone riunite (art. 628, comma terzo, n.1).

  • art. 62, n. 6 c.p.

    Circostanza attenuante del risarcimento del danno o del ravvedimento operoso; applicabile solo se l'azione del reo ha effettivamente eliso o attenuato le conseguenze dannose o pericolose del reato. La sola confessione o l'indicazione di correi, senza effetto concreto sugli esiti dannosi, non giustificano l'attenuante. Inoltre, va tempestivamente dedotta nei termini processuali appropriati.

  • art. 112 c.p.

    Principio di specialità: la riserva "salvo che la legge disponga altrimenti" comporta la prevalenza delle norme speciali su quelle generali; comporta inoltre che attenuanti generali (es. art.114) possono essere escluse se la legge speciale prevede diversamente.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma processuale che consente la condanna alle spese in caso di rigetto dei ricorsi; applicata qui per imporre ai ricorrenti il pagamento delle spese di cassazione.

Massime di principio

  • Per far valere l'aggravante prevista per la rapina ex art. 628, comma terzo, n. 3-bis c.p. è necessaria un'analisi concreta e motivata delle caratteristiche del luogo che dimostri come esse abbiano realmente ostacolato la difesa delle vittime; non basta l'idoneità astratta del luogo.
  • L'aggravante comune ex art. 61, n. 5 c.p. richiede tre verifiche: esistenza astratta della circostanza (tempo/luogo/persona), prova che tale circostanza abbia concretamente ostacolato la difesa, e che l'agente ne abbia profittato. Se ricorrono tutte e tre e il caso riguarda una rapina in luogo isolato, può prevalere l'aggravante speciale.
  • Le attenuanti devono essere dedotte tempestivamente e con riferimento alla prova del concreto effetto mitigante; la sola ammissione dei fatti o la confessione non sono di per sé idonee a giustificare l'attenuante del ravvedimento operoso (art. 62, n. 6 c.p.).
  • L'attenuante per minima partecipazione (art.114 c.p.) è incompatibile con circostanze aggravanti specifiche previste per il reato quando la legge speciale dispone diversamente (principio di specialità ex art.112 c.p.).
  • In sede di cassazione le doglianze devono essere specifiche e tempestive: censure generiche o sollevate per la prima volta in Cassazione sono spesso inammissibili.
  • Nelle valutazioni sul luogo del reato, la Corte guarderà sia alle caratteristiche oggettive (isolamento, vegetazione, mancanza di passaggio) sia alle condizioni concrete delle vittime (spazio angusto, sorpresa, numero di aggressori) per stabilire la minorata capacità di difesa.

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