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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18329/2022 del 09/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Romanello impugna l'assoluzione pronunciata dal Tribunale di Rovigo per i reati ascritti (artt.110,117,323 c.p.), sostenendo che la delibera del 27 dicembre 2016 che lo ha estromesso dall'incarico di direttore generale di Ecoambiente s.r.l. costituisce abuso d'ufficio e sviamento di potere. Deduce che il Tribunale ha erroneamente escluso la rilevanza penale della violazione del principio costituzionale di imparzialità (art.97 co.2 Cost.), ritenendolo "aspecifico" e non precettivo, e ha quindi negato rilievo allo sviamento di potere intrinseco. Propone altresì che le regole di cui all'art.97 co.4 Cost. e all'art.35 d.lgs. n.165/2001 (selezione per l'accesso agli incarichi) devono essere considerate nella valutazione dell'affidamento e della revoca dell'incarico direttivo, rilevando l'illegittimità della revoca e dell'affidamento senza selezione pubblica e la natura ritorsiva della condotta degli imputati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha qualificato il ricorso presentato ex art.569 c.p.p. come atto contenente questioni di fatto strettamente connesse a questioni di diritto e, ai sensi dell'art.569 comma 3 c.p.p., ha disposto la conversione del ricorso in appello. Di conseguenza non è stata decisa nel merito la censura relativa alla rilevanza penale dell'ipotesi di sviamento di potere e del parametro costituzionale, ma gli atti sono stati trasmessi alla Corte territoriale competente per un esame congiunto dei profili di fatto e di diritto.

Norme richiamate

  • art.129 cod. proc. pen.

    Il Tribunale aveva pronunciato l'assoluzione ai sensi di questa norma, rilevando che il fatto non è più previsto come reato

  • artt. 110, 117, 323 cod. pen.

    Art.323 c.p. richiamato come fattispecie di abuso d'ufficio contestata; art.110 e 117 in relazione alla concorso e alla partecipazione al reato

  • art.569 cod. proc. pen.

    Norma processuale che consente alla Cassazione di convertire il ricorso in appello quando i motivi di diritto sono strettamente connessi a questioni di fatto; applicata dalla Corte per rinviare la valutazione al giudice di merito

  • art.97, comma 2 Cost.

    Disposizione invocata dal ricorrente per sostenere che il dovere di imparzialità è precettivo e la sua violazione può integrare l'elemento del reato di abuso d'ufficio; la Corte non decide nel merito ma ritiene la questione da riesaminare in appello

  • art.97, comma 4 Cost.

    Richiamato per la regola di accesso all'impiego pubblico mediante concorso e per sostenere la rilevanza dell'illegittimità dell'affidamento/revoca d'incarichi

  • art.35 d.lgs. n.165/2001

    Citato per integrare e specificare i principi del pubblico impiego relativi all'affidamento degli incarichi dirigenziali e per sostenere la valutazione unitaria di affidamento e revoca

  • art.2 cod. pen.

    Norma citata nel ricorso (come richiamo insieme ad art.323 c.p.) ma non sviluppata nel provvedimento della Cassazione; la Corte non si pronuncia nel merito

Massime di principio

  • La violazione di principi costituzionali come l'imparzialità (art.97 Cost.) può assumere rilievo penale se la sua inosservanza concreta si traduce in uno sviamento di potere ovvero nel perseguimento di interessi estranei alla funzione pubblica; tuttavia ciò richiede un accertamento fattuale puntuale sul dolo e sulla finalità dell'atto
  • Lo sviamento di potere (perseguire un interesse diverso da quello pubblico) è concettualmente distinto dal mero "cattivo esercizio" della discrezionalità: la rilevanza penale sussiste quando emergono elementi che attestino finalità estranee o ritorsive
  • Le questioni miste di fatto e diritto (es. valutazione della motivazione della delibera, della dinamica dei ruoli e dell'intento) spesso impediscono alla Cassazione una pronuncia in via di diritto e determinano la conversione del ricorso in appello per consentire un nuovo esame di merito
  • L'assenza di procedure di selezione per l'affidamento di incarichi dirigenziali e la revoca che appaia strumentale possono essere valutate congiuntamente ai fini di accertare l'illegittimità dell'atto e la possibile configurazione di responsabilità penale
  • Per costruire una difesa o un'azione civile in casi analoghi è fondamentale produrre elementi probatori diretti e circostanziali sull'intento ritorsivo o sull'interesse estraneo degli organi decisori (correspondenza, verbali, testimonianze, tempistica degli atti)

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