Cassazione Penale, Sentenza n. 28648/2022 del 20/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Immediato ricorso avverso il rigetto della richiesta di riesame del sequestro preventivo dell'autovettura Volvo V40 targata EP240YK, disposta nel procedimento penale a carico del ricorrente per detenzione di cocaina e plurime cessioni. Il ricorrente ha dedotto: (i) carenza di motivazione del Tribunale sul punto che gli incontri con i clienti erano in luoghi vicini e raggiungibili a piedi, quindi l'auto non risultava necessaria; (ii) assenza di manomissione strutturale dell'auto, poiché la droga era stata trovata nelle bocchette dell'areazione e non in un vano artificiosamente creato; (iii) mancato requisito del "stabile collegamento" fra vettura e attività illecita, atteso che lo spaccio poteva svolgersi anche senza utilizzo dell'autovettura.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il sindacato in Cassazione sui provvedimenti cautelari reali sia limitato alla violazione di legge (art. 325 c.p.p.) e che non fossero presenti vizi radicali della motivazione del Tribunale di Verona. Il giudice di merito aveva compiuto una analisi logica dei presupposti del sequestro: fumus del reato, periculum in mora e pertinenzialità del bene. In particolare è stato valorizzato l'uso continuativo dell'auto per l'attività di spaccio (osservazioni/controlli nei giorni indicati) e la possibile alterazione della bocchetta d'areazione come nascondiglio, idonea a configurare un nesso strumentale stabile. Inoltre il sequestro è stato ritenuto giustificato anche con finalità prevenzionale, per impedire la reiterazione dei reati. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 a norma dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 322 c.p.p.
Norma che disciplina il riesame dei provvedimenti cautelari, ossia il ricorso al Tribunale avverso i provvedimenti del GIP; qui indicata quale titolo del riesame esperito
art. 321, commi 1 e 2 c.p.p.
Prevede il sequestro preventivo quale misura cautelare reale per finalità di confisca o per impedire la consumazione o reiterazione di reati; utilizzato per giustificare il sequestro dell'autovettura sia in vista di eventuale confisca sia per prevenire nuovi reati
art. 325 c.p.p.
Limita il ricorso per cassazione avverso i provvedimenti cautelari reali alle sole violazioni di legge; la Corte lo applica per escludere il riesame di questioni di merito e di fatto
Sez. U. n. 25932 del 29/05/2008 (Cass.)
Giurisprudenza di legittimità richiamata per definire i vizi della motivazione che possono giustificare l'intervento della Cassazione; la Corte qui afferma che mancano vizi radicali della motivazione del Tribunale
Sez. 6, n. 13049 del 05/03/2013 (Spinelli)
Principio secondo cui il bene non deve essere indispensabile per il reato, basta che l'utilizzo sia non occasionale e presenti un nesso strumentale tale da rendere probabile la reiterazione; usato per motivare la pertinenzialità dell'auto
art. 616 c.p.p.
Prevede la condanna per spese e il pagamento di somme in caso di inammissibilità del ricorso; applicato per condannare il ricorrente al versamento di euro 3.000
art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137
Norma procedurale richiamata per il deposito delle conclusioni scritte del Pubblico Ministero; menzionata per completezza procedurale
Massime di principio
- In materia di provvedimenti cautelari reali la Corte di Cassazione sindaca principalmente vizi di legge e vizi così radicali della motivazione da rendere incomprensibile l'itinerario logico: le valutazioni di fatto sono in genere inammissibili in sede di legittimità
- Per la pertinenzialità di un bene rispetto a reati di spaccio non è richiesta l'indispensabilità del bene, ma l'utilizzo non occasionale e il nesso strumentale stabile che renda probabile la reiterazione dell'attività criminosa
- La mancanza di una "modifica strutturale" esplicita del veicolo non esclude che una cavità o una bocchetta d'areazione possa essere valutata come nascondiglio o alterazione idonea a dimostrare l'uso criminale dell'auto
- Il sequestro preventivo può essere disposto sia con finalità di confisca sia con finalità di prevenzione di ulteriori reati; l'assenza di contestazioni specifiche sul profilo prevenzionale indebolisce l'impugnazione
- Chi impugna un sequestro reale davanti alla Cassazione deve concentrare le censure su profili di illegittimità giuridica o vizi di motivazione radicali; le contestazioni puramente probatorie o di valutazione dei fatti sono inammissibili
- In caso di inammissibilità del ricorso il giudice delle leggi può comunque condannare il ricorrente al pagamento di somme e delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
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