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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47788/2022 del 16/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente deduceva carenza o apparenza motivazionale nella qualificazione della condotta come reato di cui all'art. 583-quinquies c.p. (lesioni con sfregio permanente), lamentando l'assenza di un certificato medico, diverso dal referto di pronto soccorso, o di una perizia che attestasse il danno oggettivo e la sua entità; chiedeva l'integrazione probatoria ai sensi dell'art. 603, comma 3, c.p.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per due ordini di ragioni. Prima: la doglianza sulla qualificazione della lesione era un motivo nuovo posto nei "motivi aggiunti" in appello e non risultava funzionalmente connessa ai motivi originari, sicché risultava inammissibile l'impugnazione di secondo grado; tale inammissibilità può essere rilevata dalla Cassazione anche d'ufficio. Seconda: il motivo era aspecifico perché non considerava l'insieme degli elementi valutati dalla Corte d'appello (lama di 7 cm, punto della ferita sulla guancia, referto di pronto soccorso, foto agli atti) che, in modo non manifestamente illogico, avevano portato i giudici di merito a ritenere configurabile lo "sfregio permanente" senza obbligo di perizia tecnica. Il ricorrente è stato inoltre condannato alle spese e a versare Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende. La richiesta difensiva di rinunzia alla trattazione orale e di rinvio non è stata accolta: la rinunzia alla discussione orale non è ammessa ed il difensore non ha adeguatamente dimostrato il legittimo impedimento ai sensi dell'art. 420-ter c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 583-quinquies cod. pen.

    Norma che punisce le lesioni con la circostanza aggravante dello "sfregio permanente"; la Corte ha ritenuto che la sussistenza dello sfregio possa essere valutata dal giudice di merito anche in assenza di perizia quando gli elementi empirici (punto della ferita, referto, foto) siano idonei a mostrare un danno permanente percepibile da un osservatore comune.

  • art. 603, comma 3, cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'integrazione probatoria richiesta dalle parti; il ricorrente invocava tale articolo per chiedere perizia, ma la Corte ha ritenuto che non sempre sia obbligatorio disporre accertamenti tecnici se il giudice di merito dispone di elementi chiari e percepibili.

  • art. 420-ter, comma quinto, cod. proc. pen.

    Prevede l'assoluta impossibilità a comparire per il difensore per legittimo impedimento derivante da impegno professionale concomitante; la Corte ricorda i requisiti di specificazione dell'impedimento che il difensore deve dare per ottenere il rinvio, requisiti non soddisfatti nel caso di specie.

  • art. 102 cod. proc. pen.

    Disciplina la nomina del difensore sostituto; la Corte ha rilevato che il difensore non ha dimostrato l'impossibilità di nominare un sostituto nel procedimento concomitante, elemento richiesto per il riconoscimento dell'impedimento.

  • art. 609 cod. proc. pen.

    Attribuisce alla Corte di cassazione la funzione di giudice della qualificazione giuridica del fatto; la Corte precisa però che questa potestà ha limiti quando la diversa qualificazione richieda una diversa ricostruzione di fatto non emergente dalle sentenze di merito.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali e ad altre sanzioni in caso di inammissibilità del ricorso; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese e ad un versamento alla Cassa delle ammende.

  • D.L. 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 4

    Richiamato in merito alla disciplina emergenziale sul rito e sulla trattazione orale; la Corte osserva che la rinuncia alla discussione orale non trasforma il rito in cartolare e che la rinuncia non è ammessa nelle condizioni evocate.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. U. n. 4909/2014 e altre)

    Principi consolidati richiamati: a) il legittimo impedimento del difensore richiede specifici oneri probatori; b) i motivi nuovi di impugnazione devono essere funzionalmente connessi a quelli originari; c) in tema di lesioni gravissime la valutazione dello sfregio permanente può essere compiuta dal giudice di merito secondo il punto di vista di un osservatore comune.

Massime di principio

  • Motivi di impugnazione aggiunti in appello che non siano funzionalmente connessi ai motivi originari possono essere dichiarati inammissibili: in cassazione tale vizio deve essere rilevato anche d'ufficio.
  • La sussistenza dello "sfregio permanente" può essere valutata dal giudice di merito anche senza perizia tecnica quando esistono elementi empirici chiari (referti, foto, dinamica, punto della ferita) che consentono a un osservatore comune di apprezzare una alterazione permanente dell'armonia del volto.
  • Non è sempre obbligatorio disporre accertamenti tecnici o perizie: il giudice valuta la necessità in base alla completezza e alla qualità degli elementi probatori disponibili.
  • Le richieste di rinunzia alla trattazione orale non sempre sono ammissibili; il difensore che invoca un legittimo impedimento deve rispettare i requisiti di specificazione previsti dalla giurisprudenza (tempestività, motivazione specifica, assenza di codifensore, impossibilità di sostituto).
  • La Corte di cassazione, pur essendo giudice della qualificazione giuridica, non può sostituirsi al giudice di merito quando una diversa qualificazione implichi una ricostruzione fattuale non emergente dalle sentenze di merito.
  • L'inammissibilità del ricorso può comportare la condanna alle spese e a somme a favore della Cassa delle ammende; pertanto le impugnazioni devono essere fondate e specifiche.

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