Sentenza n. 507/2026 - Latina, Sezione 2
per accertare e dichiarare l'illegittimità del silenzio formatosi sull'istanza di accesso del 31.10.2025 ed annullare il silenzio-rigetto impugnato; nonché accertare e dichiarare l'illegittimità della successiva comunicazione di diniego Prot. N. 4467 del 05.12.2025; e comunque, di tutti gli atti o provvedimenti alla stessa preordinati, connessi, propedeutici e consequenziali; 2) accertare e dichiarare il diritto della ricorrente di accedere, ai sensi degli artt. 22 r ss. L. 240/1990, agli atti e documenti richiesti con l'istanza di accesso in data 31.10.2025 e, per l'effetto, ordinare al Comune di Rocca Massima l'esibizione della documentazione richiesta o l'accesso alla stessa mediante visione ed estrazione copia, sussistendone i presupposti di legge; 3) nominare sin da ora, un commissario ad acta affinchè provveda in luogo dell'amministrazione in caso di perdurante inerzia nel garantire l'accesso agli atti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-rigetto formatosi sull'istanza di accesso del 31 ottobre 2025 e successivo diniego motivato dalla mancata autorizzazione del controinteressato
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario confinante)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente, proprietaria di immobili confinanti con un agriturismo, chiedeva al Comune copia delle pratiche edilizie relative agli immobili dell'attività e dei documenti concernenti le autorizzazioni per il suo esercizio, incluse SCIA e autorizzazioni comunali, sanitarie e dei Vigili del fuoco, allo scopo di verificare la conformità edilizia e amministrativa del compendio. A fronte del mancato riscontro entro il termine previsto dall'art. 25, comma 4, l. 241/1990, impugnava il silenzio-rigetto e il successivo diniego del Comune, fondato esclusivamente sul fatto che il controinteressato aveva negato l'autorizzazione all'accesso. Domandava inoltre l'accertamento del proprio diritto di accesso, l'ordine di esibizione e la nomina di un commissario ad acta. Nel giudizio, il difensore ha precisato che la richiesta traeva fondamento anche da pregresse diffide e da un contenzioso stragiudiziale con la controparte.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso ai fini del riesame dell'istanza entro quindici giorni dalla comunicazione o, se anteriore, dalla notificazione della sentenza. Ha qualificato il giudizio in materia di accesso come giudizio sul rapporto, nel quale il giudice deve verificare direttamente la sussistenza del diritto, senza limitarsi ai vizi dell'atto amministrativo. Ha ritenuto che, in materia edilizia, la vicinitas possa integrare l'interesse diretto, concreto e attuale richiesto dall'art. 22 l. 241/1990, soprattutto alla luce delle ulteriori circostanze rappresentate dalla ricorrente. Il diniego è stato ritenuto illegittimo perché fondato sulla mera opposizione del controinteressato. L'amministrazione deve infatti valutare autonomamente la fondatezza dell'istanza, bilanciare accesso e riservatezza e, ove invochi ragioni di segretezza, indicare concretamente i documenti o le parti non ostensibili e verificare se siano strettamente indispensabili per la tutela degli interessi giuridici del richiedente. Il TAR non ha ordinato direttamente l'esibizione integrale dei documenti, ma ha imposto il riesame dell'istanza secondo tali criteri. Il Comune, non costituito, è stato condannato alle spese, liquidate in euro 2.000,00.
Norme richiamate
artt. 22 ss. l. 241/1990
Il diritto di accesso richiede un interesse diretto, concreto e attuale collegato ai documenti richiesti; in materia edilizia tale interesse può essere dimostrato anche dalla vicinitas, valutata alla luce delle concrete finalità perseguite.
art. 24, comma 3, l. 241/1990
L'accesso non può essere utilizzato per finalità meramente esplorative; il richiedente deve indicare la specifica funzione della documentazione rispetto alla tutela di un proprio interesse.
art. 25, comma 4, l. 241/1990
Il decorso del termine senza riscontro determina il silenzio-rigetto sull'istanza di accesso.
Massime di principio
- Il giudizio in materia di accesso è un giudizio sul rapporto: il giudice deve accertare direttamente la sussistenza del diritto di accesso e non è vincolato alle sole ragioni poste dall'amministrazione a fondamento del diniego.
- In materia edilizia, la vicinitas può integrare l'interesse diretto, concreto e attuale richiesto per l'accesso, purché la richiesta non sia meramente esplorativa e siano indicate le finalità concrete per le quali i documenti sono necessari.
- La mera opposizione del controinteressato o il mancato consenso di quest'ultimo non costituiscono, da soli, una valida ragione di diniego: l'amministrazione deve valutare autonomamente la fondatezza dell'istanza e bilanciare accesso e riservatezza.
- Quando il controinteressato deduce ragioni di segretezza o riservatezza, l'amministrazione deve esplicitare la propria valutazione, indicare i documenti o le parti non ostensibili e verificare se la conoscenza sia strettamente indispensabile per la tutela degli interessi giuridici del richiedente.
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