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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22035/2024 del 03/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della convalida del daspo emesso dal Questore di Treviso il 2/11/2023 per fatti avvenuti allo stadio "Omobono Tenni" prima della partita Treviso-Mestre del 15/10/2023. Il ricorrente deduce: 1) violazione dei termini di convalida (art. 6 legge 401/1989) rispetto al termine complessivo previsto per la richiesta del PM e per la convalida giudiziale (dedotto sforamento di pochi minuti rispetto al deposito); 2) difetto di motivazione in ordine alla ragione per cui l'obbligo di presentazione doveva applicarsi sia in occasione delle gare in casa sia in trasferta; 3) omissione di valutazione della memoria difensiva.

La decisione

Il ricorso è stato ritenuto fondato. La Corte ha rilevato il mancato rispetto del termine previsto dall'art. 6, comma 3, legge 401/1989 (il deposito risultava alle ore 11, quindi oltre il termine, con uno scarto di circa dieci minuti) e ha affermato che i termini relativi a misure che incidono sulla libertà personale sono di rigorosa applicazione. Perciò l'ordinanza impugnata dell'8/11/2023 è stata annullata senza rinvio e è stata dichiarata l'inefficacia del provvedimento del Questore del 2/11/2023 limitatamente all'obbligo di presentazione; è stata disposta la comunicazione del dispositivo al Questore di Treviso.

Norme richiamate

  • legge 401/1989, art. 6, comma 3

    "Il pubblico ministero, se ritiene che sussistano i presupposti di cui al comma 1, entro quarantotto ore dalla notifica del provvedimento ne chiede la convalida al giudice per le indagini preliminari. Le prescrizioni imposte cessano di avere efficacia se il pubblico ministero con decreto motivato non avanza la richiesta di convalida entro il termine predetto e se il giudice non dispone la convalida nelle quarantotto ore successive"

    I termini per la richiesta di convalida da parte del PM e per la convalida da parte del GIP sono perentori e vanno applicati rigorosamente; anche un ritardo di pochi minuti può determinare l'inefficacia della convalida e quindi del provvedimento restrittivo.

Massime di principio

  • Le misure che incidono sulla libertà personale (es. obblighi di presentazione, daspo, provvedimenti similari) richiedono il rispetto rigoroso dei termini procedurali: eventuali sforamenti, anche di breve durata, possono determinare l'inefficacia del provvedimento.
  • Per contestare la validità di un daspo conviene verificare e documentare con precisione i tempi di notifica, la data/ora del deposito e qualsiasi certificazione d'ufficio che attesti il momento in cui il provvedimento è stato depositato o comunicato.
  • Se la convalida giudiziale è viziata per mancato rispetto dei termini, il giudice può annullare l'ordinanza senza rinvio e dichiarare l'inefficacia del provvedimento limitatamente alle prescrizioni affette dal vizio procedurale.
  • Questioni autonome come difetto di motivazione o omissione di valutazione di memorie difensive possono essere sollevate ma, a seconda del caso, il rilievo procedurale (termine) può essere decisivo e sufficiente per l'annullamento.
  • Nelle impugnazioni è utile chiedere al cancelliere o agli uffici competenti certificazioni temporali (timbri di deposito, PEC, registri) perché costituiscono prova determinante sulla tempestività degli atti.

Testo integrale

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