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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37101/2023 del 11/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di euro 900.000,00 ritenuti provento di concorso in truffe aggravate organizzate. I difensori hanno sollevato cinque censure principali: 1) violazione del contraddittorio e difetto di trasmissione tempestiva della consulenza tecnico medico-legale (dott. Tajana) usata dal GIP e poi dal riesame; 2) inutilizzabilità della consulenza e di una annotazione di polizia giudiziaria per deposito oltre il termine delle indagini preliminari; 3) incompetenza territoriale del Tribunale di Milano per mancata connessione con i fatti riferibili a Latina; 4) violazione del principio del ne bis in idem cautelare perché la richiesta cautelare sarebbe una riesumazione di una precedente mozione rigettata senza nuovi elementi; 5) preclusione investigativa e cautelare per pendenza di procedimento in altra sede (Latina).

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso ritenendo i motivi complessivamente infondati. Sul punto: la consulenza era nota alla difesa e la mancata formale trasmissione non è stata provata come pregiudizievole; l'inutilizzabilità di atti svolti dopo il termine delle indagini è deducibile solo con eccezione tempestiva e qui tale eccezione non è stata sollevata nella prima occasione utile; la consulenza del P.M. ha costituito quid novi rispetto al precedente rigetto del GIP essendo finalizzata a dirimere dubbi sull'effettiva entità delle lesioni e sulla congruità degli indennizzi, quindi ha legittimato la rinnovata richiesta di sequestro; le doglianze sulla competenza e sul ne bis in idem non hanno fornito elementi di legge idonei a travolgere la decisione del riesame; infine la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limiti di deducibilità in cassazione avverso provvedimenti cautelari: la Corte ricorda che certe censure, come vizi di motivazione profondi, non sono esperibili in questo tipo di ricorso quando non attinenti a specifiche violazioni di legge.

  • art. 335 cod. proc. pen.

    Termine per le indagini preliminari; la Corte osserva che l'inutilizzabilità degli atti compiuti oltre tale termine rileva solo se dedotta tempestivamente dalla difesa.

  • art. 405 cod. proc. pen.

    Norme sul procedimento cautelare e sul riesame: il riesame ha funzione di piena cognizione e costituisce 'prima occasione utile' per dedurre vizi relativi all'utilizzabilità di atti prodotti dopo il termine delle indagini.

  • art. 309, comma 5 cod. proc. pen.

    Previsione specifica della sanzione per incompletezza del fascicolo nel riesame personale; la Corte segnala che non esiste analoga sanzione per il riesame reale e quindi la mancata trasmissione non produce automaticamente inefficacia della misura salvo provare pregiudizio concreto.

  • art. 407 cod. proc. pen.

    Disciplina della consulenza tecnica del P.M.; la Corte richiama che per atti a formazione progressiva rileva la data di deposito dell'elaborato e non necessariamente la data di conferimento dell'incarico.

  • art. 649 cod. proc. pen.

    Richiamata dalla difesa in tema di conflitto di competenza e pendenza di altro procedimento; la Corte ha ritenuto che la mera esistenza di atti in altra sede non dimostra l'identità di fatto necessaria per precludere nuove indagini o misure nel diverso distretto.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; la Corte ha imposto al ricorrente il pagamento delle spese.

Massime di principio

  • Le censure sulla utilizzabilità di atti compiuti oltre il termine delle indagini preliminari devono essere formulate tempestivamente; se non dedotte nella prima occasione utile (es. riesame) sono precluse.
  • La mancata trasmissione formale di documenti al giudice del riesame non comporta automaticamente nullità o inefficacia della misura: la difesa deve dimostrare concreto pregiudizio derivante dall'omissione.
  • Una consulenza tecnica che affronti e chiarisca dubbi già espressi in un precedente provvedimento di rigetto può costituire 'quid novi' idoneo a legittimare una nuova richiesta cautelare.
  • Le questioni di competenza per connessione e i rimedi sul ne bis in idem richiedono l'analisi puntuale della identità degli elementi di fatto e di imputazione; la mera pendenza di procedimento in altro distretto non basta a bloccare iniziative cautelari in una diversa sede.
  • Il riesame ha natura di piena cognizione e rappresenta l'occasione principale per esercitare le prerogative difensive; molte eccezioni procedurali non possono essere sollevate per la prima volta in cassazione.

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