Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49358/2023 del 12/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto negativo di competenza territoriale sulle misure cautelari relativo a un procedimento con plurimi reati (associazione, bancarotta, reati fiscali, riciclaggio transnazionale). Il Tribunale del riesame di Milano, pur confermando la custodia cautelare, aveva dichiarato incompetente per territorio e trasmesso gli atti alla Procura di Brescia ritenendo che il reato più grave (riciclaggio transnazionale) si fosse concretizzato in Palazzolo sull'Oglio in conseguenza delle perquisizioni e del sequestro di somme. Il GIP di Brescia ha sollevato il conflitto sostenendo che alcuni indagati avevano contestazioni limitate a Milano e che la monetizzazione del contante era avvenuta all'estero, per cui la consumazione del riciclaggio non sarebbe avvenuta a Palazzolo e la competenza doveva restare al Tribunale di Milano.

La decisione

La Corte ha dichiarato sussistente il conflitto e ha risolto assegnando la competenza al Tribunale di Brescia. La motivazione principale è che i reati sono fra loro connessi e che il reato di maggiore gravità è il riciclaggio transnazionale, reato a forma libera e a consumazione progressiva che si perfeziona nel luogo in cui si realizza l'effetto dissimulatorio. Nel caso concreto una parte delle somme, dopo essere stata prelevata in istituti croati e trasferita in Italia, è stata sequestrata a Palazzolo sull'Oglio e il denaro rientrato avrebbe subito ulteriori operazioni (frazionamenti, bonifici) funzionali all'occultamento: ciò integra l'effetto dissimulatorio e giustifica l'individuazione del luogo di consumazione a Palazzolo. Inoltre la Corte ha ritenuto applicabile la nozione di connessione teleologica (art. 12, lett. c) che può attrarre la competenza anche se non tutti gli indagati sono contestati per il medesimo reato-fine. Conseguentemente la competenza territoriale è stata attribuita al Tribunale di Brescia; l'estratto della sentenza è stato disposto ai sensi dell'art. 32, comma 2, cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 28 cod. proc. pen.

    Disciplina il conflitto di attribuzione fra giudici; applicato per qualificare la situazione di stasi processuale determinata dal rifiuto contemporaneo di cognizione da parte di due giudici, demandandone la risoluzione alla Corte

  • art. 30 cod. proc. pen.

    Norme procedurali correlate alla gestione del conflitto di competenza; richiamata come norma successiva alla 28 per la procedura di risoluzione

  • art. 12, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Connessione per continuazione: richiede tipicamente identità di autori dei reati per spostare la competenza; la giurisprudenza citata limita l'attrazione di competenza quando non tutti gli indagati partecipano alla continuazione

  • art. 12, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Connessione teleologica: non richiede identità fra autori del reato mezzo e del reato fine; può giustificare lo spostamento della competenza quando il reato mezzo è finalisticamente diretto alla commissione o occultamento del reato fine

  • art. 9 cod. proc. pen.

    Regole suppletive di determinazione della competenza territoriale; la Corte ha rilevato che l'individuazione del reato più grave (riciclaggio) esclude l'applicazione delle regole suppletive di cui a questo articolo

  • art. 32, comma 2 cod. proc. pen.

    Prevede la comunicazione immediata dell'estratto della decisione ai giudici in conflitto e al pubblico ministero; la Corte ha disposto l'immediata trasmissione dell'estratto

  • art. 416 cod. pen.

    Delitto di associazione (più commi richiamati): nel procedimento è stata riconosciuta la connessione fra il reato associativo e i reati-fine contestati, formando il quadro di imputazioni connesse

  • art. 648-bis cod. pen.

    Norma sul riciclaggio: la Corte ha richiamato che il reato si consuma con la realizzazione dell'effetto dissimulatorio (sostituzione, trasferimento, altre operazioni volte a ostacolare l'identificazione della provenienza illecita) e che il luogo di consumazione è dove tale effetto si concretizza

  • art. 4 legge n. 146/2006

    Norma relativa al riciclaggio transnazionale: richiamata insieme all'art. 648-bis per qualificare la rilevanza transfrontaliera della movimentazione di valuta e l'individuazione del luogo di consumazione del reato

  • Giurisprudenza (Sez. 1, n. 43315 del 27/10/2021)

    Principio richiamato secondo cui il riciclaggio tramite movimentazione transfrontaliera si consuma nel momento e nel luogo in cui si realizza il trasporto con modalità dissimulatorie

  • Giurisprudenza (Sez. 2, n. 1857 del 16/11/2016)

    Principio secondo cui il reato di riciclaggio si consuma con l'effetto dissimulatorio delle condotte tipiche e che il mero trasporto neutro non integra necessariamente la condotta di trasferimento

  • Giurisprudenza (Sez. U, n. 53390 del 26/10/2017)

    Orientamento che chiarisce i requisiti della connessione teleologica ai fini dell'attrazione di competenza, in particolare la mancata necessità di identità degli autori fra reato mezzo e reato fine

Massime di principio

  • Per reati a consumazione progressiva e a forma libera (es. riciclaggio transnazionale) il luogo di consumazione va individuato dove si realizza l'effetto dissimulatorio, non necessariamente dove inizia il trasporto o dove sono avvenuti i prelievi all'estero
  • Quando esiste un reato 'più grave' fra quelli connessi, la competenza territoriale si determina con riferimento al luogo di consumazione di quel reato e ciò può attrarre la competenza sui reati connessi
  • La connessione teleologica (art.12 lett. c) può giustificare lo spostamento di competenza anche se non tutti gli indagati sono contestati per il reato-fine, purché risulti la finalizzazione della condotta del reato mezzo al reato fine
  • La connessione per continuazione (art.12 lett. b) richiede generalmente identità di autori; se questa mancanza sussiste può impedire l'attrazione automatica della competenza
  • Nelle controversie di competenza territoriale sollevate in fase cautelare occorre valutare la fase consumativa effettiva degli illeciti e le concrete attività dissimulatorie accertate nelle indagini, non solo la mera localizzazione di atti formali (es. perquisizioni o atti esteri)
  • La presenza di sequestri o di attività operative nel territorio (es. ulteriori movimentazioni, frazionamenti, emissione di bonifici) rafforza l'argomentazione per ritenere consumato il reato nel luogo in cui tali operazioni si svolgono
  • In caso di conflitto negativo, la decisione della Corte sul punto è immediatamente comunicata ai giudici e al pubblico ministero e va subito eseguita per rimuovere la situazione di stasi processuale

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.