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Sentenza

Sentenza n. 202/2026 - Pescara, Sezione 1

per l'annullamento - della deliberazione del Consiglio Comunale del Comune di Chieti 11 luglio 2022 n. 231 pubblicata sull'Albo Pretorio in data 28 novembre 2022, avente ad oggetto “PRUSST – La Città lineare della costa- Progetto 8/94- Zona C”, trasmessa alla società ricorrente in data 5 dicembre 2022; - del parere dell’Ufficio Pianificazione Territoriale-Piani complessi aree urbane della G.R.A. prot. 312797 del 22 novembre 2018.

Giustizia amministrativa202300042

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - Pescara, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: deliberazione del Consiglio comunale di Chieti che ha dichiarato non attuabile l'accordo di programma relativo al PRUSST e non stipulabile la prevista convenzione urbanistica, nonché il parere regionale presupposto

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune e regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società proprietaria di un'area di circa 47.250 mq, ricompresa nell'accordo di programma relativo al PRUSST "La Città lineare della Costa", ha impugnato la deliberazione consiliare con cui il Comune di Chieti ha ritenuto non attuabile l'accordo di programma e, conseguentemente, non possibile la stipula della convenzione urbanistica. È stato altresì impugnato il parere dell'Ufficio regionale di pianificazione territoriale del 22 novembre 2018. Il testo non espone i singoli motivi di legittimità dedotti nel ricorso. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare il merito delle censure. La dichiarazione espressa della ricorrente, depositata prima dell'udienza di trattazione, ha precluso l'esame del gravame. Il giudice ha ritenuto che, in applicazione del principio dispositivo in senso ampio, la parte possa disporre dell'azione sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e dichiarare il venir meno dell'interesse alla pronuncia. In assenza di repliche o diverse richieste delle controparti, il giudice non può procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso.

Massime di principio

  • La dichiarazione espressa della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione, resa sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione, impedisce al giudice amministrativo di esaminare il merito e impone la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
  • Nel processo amministrativo opera un principio dispositivo in senso ampio: il ricorrente dispone dell'azione e può rinunciare alla decisione per sopravvenuta carenza di interesse, salvo che risultino repliche o diverse richieste delle controparti.
  • Il giudice amministrativo non può rilevare d'ufficio la persistenza dell'interesse a ricorrere né sostituirsi alla parte nella relativa valutazione quando questa abbia dichiarato espressamente il venir meno dell'interesse.

Come è indicizzato

MateriePiani attuativi e lottizzazioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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