Cassazione Penale, Sentenza n. 48050/2022 del 19/12/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La società ha impugnato l'ordinanza di rigetto del riesame reale sul decreto di sequestro preventivo (emesso nei confronti di Barbierato Davide e altri) sostenendo, in sintesi: (1) errata qualificazione del reato come consumato anziché tentato e conseguente errata individuazione del provento; (2) violazione del principio della domanda cautelare e ingiustificata estensione del sequestro ad una terza società non indagata; (3) carenza di motivazione del provvedimento sul punto della destinazione a confisca del denaro di terzi; (4) insufficiente motivazione sul pericolo di aggravamento delle conseguenze del reato e sull'esigenza cautelare in relazione alla posizione della Elettra, che sarebbe intervenuta solo successivamente e non sarebbe stata coinvolta nella genesi fraudolenta dei crediti fiscali.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi manifestamente infondati, generici e reiterativi. Ha richiamato il limite del sindacato della Cassazione sulle ordinanze di riesame (controllo solo di violazioni di legge quali mancanza assoluta o apparente motivazione). Ha ritenuto che la società ricorrente, nella sua qualità di terzo, non potesse contestare l'esistenza dei presupposti del sequestro ma solo dimostrare la propria buona fede e l'effettiva titolarità del bene; la Elettra non ha provato né la buona fede né l'effettiva titolarità della somma sequestrata né l'inesistenza di collegamenti concorsuali con l'indagato. Il Tribunale del riesame ha fornito motivazioni logiche e dettagliate sull'esistenza di fitti passaggi societari, dell'assenza di giustificazioni economiche e del collegamento causale tra le condotte illecite e la percezione delle somme, giustificando il pericolo di dispersione e l'assoggettabilità a confisca anche di utilità indirette. Per questi motivi il ricorso è stato rigettato e il sequestro confermato.
Norme richiamate
art. 110 cod. pen.
Disciplina il concorso di persone nel reato; utilizzato per inquadrare la partecipazione di più soggetti alle condotte fraudolente.
art. 640, comma secondo n. 1 cod. pen.
art. 640, comma secondo n. 1 cod. pen.
Riferimento alla fattispecie di truffa aggravata; il provvedimento si riferisce al fatto di creare crediti fiscali inesistenti per ingannare l'Amministrazione finanziaria.
art. 61 n. 7 cod. pen.
Circostanza aggravante richiamata in relazione alla modalità o agli effetti del reato.
art. 121 del d.l. n. 34 del 2020 ("bonus facciate")
Norma di riferimento per il tipo di credito fiscale oggetto di falsificazione (bonus facciate) che ha alimentato il circuito di cessioni e il conseguente sequestro delle somme.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Regola i limiti della motivazione in cassazione; citata in relazione al contenuto dei motivi di ricorso consentiti.
art. 325, comma 1, cod. proc. pen.
art. 325, comma 1, cod. proc. pen.
Stabilisce il limite del sindacato della Cassazione sulle ordinanze del riesame (verifica di violazioni di legge), principio utilizzato per respingere il controllo estensivo sulla motivazione di merito.
art. 179, comma 2, cod. proc. pen.
art. 179, comma 2, cod. proc. pen.
Norma procedurale richiamata dalla ricorrente in tema di ambito dell'intervento cautelare e diritti di difesa; la Corte osserva però che il terzo può contestare solo la titolarità e la buona fede, non i presupposti generali del sequestro.
art. 125, comma 3, cod. proc. pen.
art. 125, comma 3, cod. proc. pen.
Richiamata in relazione ai requisiti di motivazione delle misure cautelari reali e alla necessità di specificità quando si colpiscono somme di terzi.
art. 240, comma terzo, cod. pen.
art. 240, comma terzo, cod. pen.
Disciplina i limiti della confisca nei confronti di beni di terzi; la Corte ha osservato che il denaro anche se transitato per terzi può rientrare nel concetto di provento se vi è collegamento causale con l'attività criminosa.
Massime di principio
- Il soggetto terzo cui è applicato un sequestro preventivo non può, in sede di impugnazione, sindacare compiutamente i presupposti generali della misura cautelare (fumus commissi delicti): può dedurre soprattutto la propria buona fede e l'effettiva titolarità/disponibilità del bene sequestrato.
- Per contrastare efficacemente un sequestro, il terzo deve allegare e provare la buona fede e l'assenza di relazioni concorsuali con gli indagati; argomentazioni generiche o alternative sulla qualificazione del fatto (tentativo/consumato) sono normalmente insufficienti.
- Il concetto di 'provento' o 'profitto' del reato comprende anche utilità indirette o mediate che derivano causalmente dall'attività criminosa; pertanto somme acquisite via società interposte possono essere ritenute assoggettabili a sequestro/confisca se esiste collegamento causale con il reato.
- La Corte di legittimità ha un sindacato limitato sulle ordinanze di riesame: verifica l'eventuale mancanza assoluta o motivazione meramente apparente; non può riformare valutazioni di fatto e di merito debitamente motivate.
- Nel contesto di operazioni con crediti fiscali ceduti più volte, la sequenza di passaggi societari e l'assenza di giustificazioni economiche plausibili aumentano il rischio che i beni vengano ritenuti frutto o strumento del reato e giustifichino il pericolo di dispersione.
- Chi riceve somme derivanti da crediti fiscali contesti con documentazione probatoria chiara l'esistenza di rapporti economici sottostanti e la regolarità delle operazioni per dimostrare la propria estraneità e buona fede.
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