Cassazione Civile, Sentenza n. 15994/2022 del 18/05/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della cartella di pagamento basata su ruolo formato da Roma Capitale per indennità di occupazione del suolo pubblico relative al 2002, dovute per infissione abusiva di impianti pubblicitari. La ricorrente deduceva il difetto di esecutorietà e la nullità del ruolo sostenendo che l'indennità ha natura privatistica e risarcitoria (autodeterminata dal Comune secondo il proprio regolamento) e pertanto non è suscettibile di iscrizione a ruolo per riscossione coattiva senza previo titolo esecutivo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto i primi due motivi del ricorso, ritenendo che l'indennità da abusiva occupazione di suolo pubblico ha natura di entrata patrimoniale privatistica e, come tale, il Comune deve previamente munirsi di un titolo esecutivo per procedere al recupero mediante iscrizione a ruolo. La sentenza di merito (Corte d'appello di Roma n.1747/2019) è stata cassata e la causa rinviata alla Corte d'appello di Roma in diversa composizione anche per le spese del giudizio di legittimità. Altri motivi di ricorso sono stati dichiarati assorbiti.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 46 del 1999, artt. 17 e 21
Secondo la Corte l'art. 17 (riferito alla riscossione) e l'art. 21 subordinano l'iscrizione a ruolo di crediti riconducibili ad entrate patrimoniali privatistiche (come la COSAP e l'indennità da abusiva occupazione) al conseguimento da parte dell'ente locale di un titolo esecutivo.
D.Lgs. n. 448 del 1998
Richiamato dalle parti in relazione alla disciplina della COSAP; la Corte ha valutato il rapporto tra la normativa sulla COSAP e la natura privatistica delle pretese comunali per concludere che anche per somme assimilabili alla COSAP si richiede titolo esecutivo per la riscossione coattiva.
Regolamento comunale (art. 27 del regolamento 10/12/1994 richiamato nel caso)
Il regolamento comunale può definire la misura dell'indennità (es. maggiorazione del 100%) ma tale qualificazione regolamentare non trasforma la natura privatistica della pretesa in una entrata pubblicistica opponibile direttamente mediante ruolo senza titolo esecutivo.
D.L. n. 193 del 2016 (successione Equitalia → Agenzia delle Entrate-Riscossione)
Norma richiamata solo per la corretta individuazione dell'agente della riscossione titolare alla notifica; la Cassazione ha disposto la rinnovazione della notificazione conformemente alla giurisprudenza di legittimità.
Cass. Sez. U, Sent. n. 4845 del 23/02/2021
Precedente procedurale citato in relazione all'obbligo di corretta notificazione del ricorso per cassazione all'effettivo soggetto succeduto (Agenzia delle Entrate-Riscossione).
Cass. Sent. n. 7188 del 04/03/2022
Precedente di legittimità direttamente richiamato e seguito: stabilisce che l'indennità da abusiva occupazione di suolo pubblico è entrata patrimoniale privatistica e richiede titolo esecutivo per il recupero mediante ruolo.
Massime di principio
- Le somme richieste dal Comune a titolo di indennità per occupazione abusiva del suolo pubblico sono in linea generale di natura privatistica; la qualificazione regolamentare come "indennità" non trasforma automaticamente la loro natura in entrata pubblicistica soggetta a immediata iscrizione a ruolo.
- Per procedere alla riscossione coattiva mediante ruolo di crediti aventi natura privatistica (es. indennità da abusiva occupazione o COSAP), l'ente locale deve previamente ottenere un titolo esecutivo valido (es. sentenza, decreto ingiuntivo esecutivo).
- La semplice autodeterminazione dell'importo da parte dell'amministrazione comunale non legittima di per sé l'iscrizione diretta a ruolo senza titolo esecutivo.
- In fase di impugnazione/opposizione è opportuno verificare la sussistenza di un titolo esecutivo e, in sua assenza, eccepire il difetto di esecutorietà del ruolo e la relativa nullità o illegittimità della procedura di riscossione.
- Questioni procedurali (es. corretta notifica alle parti succedute come l'Agenzia delle Entrate-Riscossione) devono essere curate; la mancata notifica corretta può richiedere rinnovazione degli atti processuali.
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