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Sentenza

Sentenza del 20/05/2016 n. 10455 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

Il Ministero ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Venezia deducendo la violazione e/o falsa applicazione del D.L. n. 250 del 1995, art. 4, convertito nella L. n. 349 del 1995, nonché un vizio di motivazione sull'impiego dell'energia elettrica come materia prima nel processo produttivo. In particolare, chiedeva di chiarire se l'uso dell'energia elettrica per riscaldare materiali fino alla temperatura di fusione potesse essere assimilato all'impiego come materia prima nei processi industriali elettrochimici ed elettrometallurgici, comprese le lavorazioni siderurgiche e di fonderia. La censura è stata ritenuta inammissibile perché il quesito di diritto era generico e non indicava chiaramente l'errore commesso dal giudice di merito né la regola giuridica da applicare; inoltre, la censura motivazionale non conteneva la necessaria esposizione chiara e sintetica del fatto controverso e delle ragioni dell'insufficienza della motivazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Ministero, confermando sostanzialmente la decisione favorevole alla società. È rimasta quindi ferma la condanna dell'Amministrazione al rimborso delle somme versate da Z. F. s.p.a. a titolo di imposte addizionali sull'imposta di consumo dell'energia elettrica, oltre agli interessi. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in 6.000 euro, oltre spese forfetarie del 15% e accessori di legge.

Norme richiamate

  • D.L. n. 688 del 1982, art. 19, convertito nella L. n. 873 del 1982

    La Corte costituzionale ne ha dichiarato l'illegittimità nella parte in cui subordinava il rimborso alla prova documentale della mancata traslazione dell'onere tributario su altri soggetti e poneva tale prova a carico del contribuente che chiedeva la restituzione.

  • D.L. n. 250 del 1995, art. 4, convertito nella L. n. 349 del 1995

    La disposizione riguarda il trattamento dell'energia elettrica impiegata come materia prima nei processi industriali elettrochimici ed elettrometallurgici, comprese le lavorazioni siderurgiche e di fonderia. Nel caso concreto, però, il motivo fondato su tale norma è stato dichiarato inammissibile per l'errata formulazione del quesito di diritto.

  • Codice di procedura civile, art. 366-bis

    La norma, applicabile ratione temporis, richiedeva per i motivi di ricorso una formulazione specifica del quesito di diritto e, per il vizio di motivazione, un'indicazione chiara e sintetica del fatto controverso e delle ragioni dell'insufficienza o contraddittorietà della motivazione. Il mancato rispetto di tali requisiti comporta l'inammissibilità del ricorso.

  • Sentenza della Corte costituzionale n. 114 del 2000

    Ha eliminato il requisito della prova documentale della mancata traslazione dell'imposta quale condizione per ottenere il rimborso.

  • Sentenza della Corte costituzionale n. 332 del 2002

    Ha escluso che l'onere di provare la mancata traslazione dell'imposta gravasse sul soggetto che chiedeva la ripetizione, incidendo sulla disciplina probatoria del rimborso.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione non è sufficiente prospettare in termini generici una diversa interpretazione della legge: il quesito o il motivo deve individuare con precisione la decisione censurata, l'errore imputato al giudice e la regola giuridica che si ritiene corretta.
  • Quando si denuncia un vizio di motivazione, occorre indicare in modo chiaro il fatto controverso, il punto specifico della motivazione ritenuto carente o contraddittorio e perché tale carenza sia decisiva. Una critica generica conduce all'inammissibilità.
  • Se il ricorso è dichiarato inammissibile per difetti formali o argomentativi, la Corte può non esaminare il merito della questione tributaria, anche quando la controversia riguarda l'interpretazione di una norma sostanziale rilevante.
  • In materia di rimborso di tributi indebitamente versati, gli effetti delle pronunce di illegittimità costituzionale possono modificare il regime dell'onere della prova, eliminando requisiti probatori posti a carico del contribuente.
  • La parte soccombente in Cassazione è normalmente condannata alle spese del giudizio, anche quando la decisione si fonda sull'inammissibilità del ricorso anziché sull'esame approfondito della questione di merito.

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