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Sentenza

Sentenza n. 3918/2026 - Milano, Sezione 4

per l'annullamento del provvedimento adottato in data 10.02.2022 dalla Prefettura di Varese (P-VA/L/N/2020/103776), con cui veniva rigettata l'istanza di emersione dal lavoro irregolare presentata ai sensi dell'art. 103, comma I, D.L. 34/2020; nonché di ogni altro provvedimento connesso, presupposto e/o conseguente.

Giustizia amministrativa202202932

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse a ricorrere, prendendo atto della dichiarazione dei ricorrenti di non avere più interesse alla decisione. Non sono stati esaminati i motivi di violazione di legge ed eccesso di potere, né è stata valutata nel merito la legittimità del diniego prefettizio. In ragione della natura processuale della decisione, le spese di lite sono state compensate tra le parti.

TAR Lombardia - Milano, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell'istanza di emersione dal lavoro irregolare adottato dalla Prefettura di Varese

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il provvedimento prefettizio del 10 febbraio 2022, con cui era stata rigettata l'istanza di emersione dal lavoro irregolare presentata ai sensi dell'art. 103, comma 1, d.l. 34/2020, deducendo violazione di legge ed eccesso di potere. Il Ministero dell'Interno si è costituito chiedendo il rigetto del ricorso. Prima della decisione, in data 8 giugno 2026, i ricorrenti hanno dichiarato di non avere più interesse alla decisione.

Norme richiamate

  • art. 103, comma 1, d.l. 34/2020

    La disposizione è indicata quale base normativa dell'istanza di emersione dal lavoro irregolare; la sentenza non ne interpreta il contenuto nel merito.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    La disposizione è richiamata in relazione alla trattazione della causa; la sentenza non ne sviluppa una specifica interpretazione.

Massime di principio

  • La dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, quando viene meno l'utilità concreta e attuale della pronuncia giudiziale.
  • Quando il giudizio è definito per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non esamina nel merito i motivi di illegittimità dedotti contro il provvedimento amministrativo.
  • La natura processuale della pronuncia di improcedibilità può giustificare la compensazione delle spese di lite.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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