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Sentenza

Sentenza del 12/06/2019 n. 3715 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

Ricorso avverso il silenzio - Rifiuto dell'ufficio su istanza - In autotutela presentata a seguito del diniego del rimborso IVA;

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il silenzio-rifiuto dell'Ufficio formatosi sull'istanza di autotutela, chiedendo che fosse riesaminato il precedente diniego del rimborso IVA. La questione riguardava, da un lato, l'ammissibilità del ricorso contro il silenzio dell'Amministrazione su un'istanza di autotutela e, dall'altro, la natura del potere di autotutela in materia tributaria. Tale potere, di derivazione amministrativistica, è attribuito all'Amministrazione e non costituisce, in linea generale, un obbligo di provvedere favorevolmente o di riesaminare l'atto. Esso può essere esercitato anche nell'interesse del contribuente, ma incontra il limite di una sentenza di merito passata in giudicato favorevole all'Ente impositore.

La decisione

Il ricorso avverso il silenzio-rifiuto sull'istanza di autotutela è stato ritenuto ammissibile. Tuttavia, l'ammissibilità del ricorso non comporta automaticamente il diritto al rimborso IVA né impone all'Ufficio di annullare il precedente diniego: l'autotutela resta un potere discrezionale dell'Amministrazione, esercitabile nei limiti di legge e, in particolare, salvo il caso in cui una sentenza di merito passata in giudicato abbia già riconosciuto la fondatezza della posizione dell'Ente impositore.

Norme richiamate

  • Art. 19 del D.lgs. n. 546/1992

    La norma disciplina gli atti impugnabili nel processo tributario e costituisce il riferimento per valutare l'impugnabilità del silenzio-rifiuto dell'Amministrazione su un'istanza presentata dal contribuente.

  • Corte di Cassazione, sentenza n. 25135/2018

    Riconosce, in linea generale, l'ammissibilità del ricorso contro il silenzio dell'Amministrazione su un'istanza di autotutela, pur ribadendo che l'autotutela tributaria costituisce un potere dell'Ufficio e non un obbligo automatico di annullamento.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 181/2017

    Richiamata a sostegno della possibilità di configurare l'autotutela tributaria anche come strumento favorevole al contribuente, fermo restando il carattere discrezionale del potere e i limiti derivanti dal giudicato.

Massime di principio

  • Il contribuente può contestare il silenzio dell'Amministrazione su un'istanza di autotutela, ma deve distinguere l'ammissibilità del ricorso dalla fondatezza della pretesa sostanziale.
  • L'autotutela tributaria è normalmente un potere discrezionale dell'Ufficio: la presentazione dell'istanza non attribuisce automaticamente al contribuente il diritto all'annullamento dell'atto o al rimborso.
  • L'autotutela può essere esercitata anche nell'interesse del contribuente quando l'atto appare illegittimo o infondato, ma l'Amministrazione conserva un margine di valutazione.
  • Il ricorso contro il silenzio non trasforma il giudice in un sostituto dell'Amministrazione nelle valutazioni discrezionali di autotutela; di regola consente di verificare l'obbligo di esaminare l'istanza e la legittimità del comportamento omissivo.
  • Una sentenza di merito passata in giudicato favorevole all'Ente impositore costituisce un limite decisivo all'esercizio dell'autotutela e impedisce di rimettere in discussione la questione già definita.

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