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Sentenza

Sentenza n. 238/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l’annullamento, previa sospensione degli effetti, del decreto prot. int. n.-OMISSIS- del 5.12.2022, emesso dal Prefetto della Provincia di L’Aquila, con il quale è stato decretato che “l’istanza presentata il 6 settembre 2022 dal titolare dell’Istituto di vigilanza privata denominato Fidelitas S.p.A. con sede a Bergamo, Via De Pretis n. 3, intesa a ottenere il rilascio del decreto di approvazione della nomina a guardia particolare giurata in favore del signor -OMISSIS--OMISSIS- nato a -OMISSIS- il giorno -OMISSIS- residente a -OMISSIS- è respinta”;

Giustizia amministrativa202300059

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego prefettizio di approvazione della nomina a guardia particolare giurata, motivato dalla precedente condanna per lesioni personali

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego prefettizio deducendo, in primo luogo, la violazione dell'art. 10-bis l. 241/1990, sostenendo che il preavviso di rigetto contenesse motivazioni diverse da quelle del provvedimento finale, poiché il primo richiamava il difetto dei requisiti soggettivi di cui agli artt. 11 e 138 TULPS, mentre il secondo richiamava anche l'art. 43 TULPS e l'assenza della buona condotta e dell'affidamento a non abusare delle armi. In secondo luogo, ha lamentato l'erroneo mancato riconoscimento dei requisiti di buona condotta e di affidabilità, richiamando certificati del casellario giudiziale e del registro delle notizie di reato attestanti l'assenza di carichi penali attuali. Il diniego era fondato sulla condanna al pagamento di una multa di 1.000 euro, riportata per il reato di lesioni personali ex art. 582 c.p., con sentenza del Tribunale di L'Aquila pubblicata nel 2002.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha escluso la violazione dell'art. 10-bis l. 241/1990, ritenendo che il riferimento aggiuntivo all'art. 43 TULPS nel provvedimento finale non avesse introdotto una ragione ostativa nuova e autonoma: sia il preavviso sia il diniego si fondavano sul medesimo profilo sostanziale, ossia la carenza dei requisiti soggettivi connessi alla buona condotta. Ha inoltre ritenuto infondata la censura relativa alla buona condotta e all'affidabilità. L'autorizzazione per l'attività di guardia particolare giurata implica un potere discrezionale dell'amministrazione, chiamata a considerare la pericolosità dell'attività e la rilevanza degli interessi pubblici coinvolti. Il giudice può sindacare tale valutazione soltanto in presenza di evidenti irrazionalità o incoerenze, non ravvisate nel caso concreto. La precedente condanna è stata ritenuta idonea a incidere sulla prognosi di affidabilità, anche perché la sentenza penale conteneva una valutazione prognostica circa il rischio di commissione di ulteriori reati. Il decorso del tempo non ha fatto venir meno tale valenza, trattandosi di una condotta ritenuta attinente all'attitudine dell'interessato a svolgere funzioni implicanti l'uso delle armi. Le spese sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Il preavviso e il provvedimento finale devono riferirsi, nella sostanza, al medesimo motivo ostativo; il mero richiamo aggiuntivo a una disposizione normativa non determina violazione quando non introduce una ragione sostanziale nuova.

  • art. 11 TULPS

    I requisiti della buona condotta e dell'affidamento a non abusare delle armi possono essere valutati dall'amministrazione nell'esercizio del potere autorizzatorio relativo all'attività di guardia particolare giurata.

  • art. 43 TULPS

    Il richiamo nel provvedimento finale è stato considerato coerente con la valutazione dei requisiti soggettivi e non integrante un nuovo motivo ostativo rispetto a quello già comunicato.

  • art. 138 TULPS

    È richiamato quale disposizione relativa ai requisiti soggettivi per l'approvazione della nomina a guardia particolare giurata.

  • art. 582 c.p.

    La condanna per lesioni personali è stata ritenuta elemento idoneo a incidere sulla valutazione amministrativa di buona condotta e affidabilità del richiedente.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Ha consentito la celebrazione dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

Massime di principio

  • Nel procedimento autorizzatorio relativo ad attività private connotate da particolare pericolosità e implicanti l'uso delle armi, la valutazione della buona condotta e dell'affidabilità del richiedente costituisce esercizio di discrezionalità amministrativa, sindacabile dal giudice soltanto per manifesta irrazionalità o incoerenza.
  • Una precedente condanna penale può conservare efficacia nella valutazione amministrativa dell'affidabilità anche a distanza di molti anni, quando la condotta incida specificamente sull'attitudine dell'interessato a svolgere le funzioni oggetto dell'autorizzazione e la sentenza penale contenga elementi prognostici sfavorevoli.
  • Non sussiste violazione dell'art. 10-bis l. 241/1990 quando il provvedimento finale richiama una disposizione normativa ulteriore rispetto al preavviso, ma mantiene il medesimo motivo ostativo sostanziale già comunicato, senza introdurre una ragione nuova che richiedesse ulteriore contraddittorio procedimentale.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaPartecipazione al procedimento
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPartecipazione procedimentalePonderazione degli interessi e interesse pubblico

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