Cassazione Penale, Sentenza n. 39006/2025 del 03/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Macerata che aveva confermato il decreto di sequestro preventivo del 30/05/2025 relativo a €17.000 rinvenuti durante perquisizione eseguita con l'ordinanza cautelare. Il ricorso articolava tre motivi: 1) incompetenza per territorio del giudice emittente e carenza/mancata considerazione delle censure difensive; 2) integrazione illegittima della motivazione del decreto di sequestro da parte del Tribunale e confusione tra sequestro impeditivo e sequestro funzionale alla confisca (mancata motivazione sul periculum in mora e sulla finalità di confisca); 3) insufficiente valutazione delle giustificazioni sulla provenienza del denaro (donazione, risparmi, lavoro) e contestazione della sproporzione come unico elemento idoneo al sequestro.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato la legittimità del sequestro preventivo disposto dal GIP e confermato dal Tribunale del riesame. Il provvedimento è stato ritenuto adeguatamente motivato quanto al fumus commissi delicti (indagini, intercettazioni, immagini, servizi), alla sproporzione tra reddito dichiarato e somma rinvenuta e al periculum in mora (rischio di reimpiego/alienazione). È stato escluso l'obbligo di provare il nesso di pertinenzialità per la confisca allargata; inoltre la censura sulla competenza territoriale è stata ritenuta estranea rispetto all'oggetto del riesame (sequestro eseguito in Cingoli). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di €3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 321 cod. proc. pen.
Disciplina il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; la Corte richiede la concisa motivazione del "periculum in mora" anche per il sequestro funzionale alla confisca allargata
art. 240 cod. pen.
Norma sulla confisca per sproporzione; la Corte osserva che per la confisca allargata non è necessario provare il nesso di pertinenzialità fra specifico reato e beni, essendo prevista una presunzione di accumulazione illecita
art. 240-bis cod. pen.
Richiamato per giustificare la confisca allargata nei confronti di reati 'spia' che possono determinare accumulazione illecita; presenza di sproporzione e mancanza di giustificazione plausibile legittimano il sequestro
art. 85-bis d.P.R. n. 309/1990
Richiama l'art. 240-bis riferito alla materia degli stupefacenti; impiega la presunzione di accumulazione come base per misure reali
art. 73 d.P.R. n. 309/1990 (commi 1, 4 e 7-bis)
Norme sulle sostanze stupefacenti; la confisca del profitto è esclusa per mera detenzione ma legittima in caso di attività di cessione; richiamata per qualificare la condotta contestata
art. 27 cod. proc. pen.
Richiamato nella discussione sulla competenza territoriale; la Corte osserva che per le misure reali il giudice incompetente può comunque disporre il sequestro senza valutare l'urgenza come per le misure personali
art. 291 cod. proc. pen.
Richiama la distinzione tra regime di competenza e limiti al potere di disporre misure cautelari personali rispetto a quelle reali
art. 16 cod. proc. pen.
Riferimento alla regola del primo reato per la determinazione della competenza territoriale; la Corte ritiene la questione eccentrica rispetto al riesame del sequestro
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che consente la condanna alle spese e al versamento in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso; applicata dalla Corte
Massime di principio
- Il riesame del sequestro preventivo si limita all'esame del decreto impugnato e degli atti relativi al sequestro eseguito: censure sulla più ampia ordinanza cautelare personale o sulla competenza territoriale possono essere estranee se non attinenti al decreto di sequestro
- Per il sequestro funzionale alla confisca allargata la Corte ammette la presunzione di accumulazione illecita quando sussiste sproporzione tra reddito dichiarato e patrimonio e manca una giustificazione plausibile della provenienza lecita
- La motivazione del periculum in mora è obbligatoria anche per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata: è sufficiente indicare ragioni adeguate e proporzionate (rischio di dispersione, reimpiego dell'illecito profitto, modalità anomale di custodia)
- Non è sempre necessario provare il nesso di pertinenzialità (art. 240 cod. pen.) tra beni e reato quando si procede sul modello della confisca allargata basata sulla presunzione di accumulazione
- La competenza territoriale non impedisce, per le misure reali, che il giudice territorialmente competente per l'esecuzione disponga il sequestro d'urgenza; la disciplina delle misure reali può differire da quella delle misure personali in tema di verifica dell'urgenza
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