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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24347/2022 del 23/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Torino che aveva confermato il sequestro preventivo dell'impresa individuale (bar tabacchi "Miami") disposto dal GIP nei confronti di Violi Gianfranco e Cosenza Caterina per il reato previsto dall'art. 512‑bis c.p.; il ricorso denunciava: 1) rifiuto di differimento dell'udienza di riesame per impedimento del difensore (quarantena); 2) mancata considerazione delle argomentazioni difensive circa il ruolo effettivo della Cosenza nell'attività e la mancanza dell'elemento soggettivo necessario per la fattispecie contestata, nonché l'assenza di prova del periculum in mora; 3) errore nell'accogliere il sequestro rispetto alla licenza commerciale (richiamando art. 545 e art. 321 c.p.p.)

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato in parte: ha respinto il motivo relativo all'impedimento del difensore (art. 127 c.p.p. non prevede il differimento dell'udienza camerale per l'impedimento dell'avvocato), ma ha accolto il motivo relativo al difetto di motivazione sul profilo del dolo specifico e sulla modalità di riciclaggio/pericolosità. La Corte ha quindi annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al Tribunale di Torino - Sezione per il riesame delle misure cautelari reali affinché chiarisca i profili omessi (elemento soggettivo, nesso tra attività e riciclaggio, prova del periculum).

Norme richiamate

  • art. 127 cod. proc. pen.

    La Corte conferma che l'udienza camerale di riesame non prevede il rinvio per l'impedimento del difensore e che la presenza del difensore non è obbligatoria in tale sede.

  • art. 309 comma 9‑bis cod. proc. pen. (richiamato dalla giurisprudenza)

    Richiamata per distinguere la facoltà dell'indagato (personale) di chiedere il differimento per giustificati motivi, escludendo l'impedimento del difensore tra i motivi idonei in sede camerale.

  • art. 512‑bis cod. pen.

    Norma penale cui è riferita l'indagine (contestazione di fittizia intestazione per eludere misure di prevenzione o favorire il contrabbando/riciclaggio): la Corte ha ritenuto che la pronuncia impugnata mancasse di adeguata motivazione circa il dolo specifico richiesto.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Richiamato nel quadro delle regole sul sequestro preventivo; la difesa ha sostenuto che la licenza commerciale non rientra tra i beni aziendali pignorabili/sequestrabili, tema che andrà valutato nel riesame.

  • art. 321 comma 2‑bis cod. proc. pen.

    Citato dalla difesa per contestare l'ipotesi di sequestro preventivo obbligatorio; la Corte ha esaminato la motivazione sul periculum ma ha ritenuto che mancassero chiarimenti su questa prova.

  • art. 545 cod. proc. pen.

    Invocato dalla difesa in relazione ai limiti della pignorabilità/sequestrabilità della licenza di commercio: la questione rimessa al riesame per chiarimenti.

  • art. 606 lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Motivi di cassazione invocati dal ricorrente per violazione di legge e vizio di motivazione: la Corte ha ritenuto fondate le doglianze relative alla carenza motivazionale su elementi essenziali (dolo, nesso con riciclaggio).

  • artt. 648, 648‑bis, 648‑ter c.p.

    Delitti richiamati nel ragionamento difensivo (agevolazione/riciclaggio): la Corte ha richiesto maggiore specificazione sul nesso tra la gestione dell'attività e la commissione di tali delitti.

  • Cass. Sez. 3, n. 29980/2019

    Giurisprudenza richiamata dalla Corte per affermare che l'impedimento del difensore non giustifica il differimento dell'udienza camerale di riesame.

Massime di principio

  • L'impedimento del difensore (es. quarantena) non obbliga il rinvio dell'udienza camerale di riesame: l'art.127 c.p.p. non prevede il differimento per tale causa.
  • Per la validità di un sequestro preventivo di azienda/beni aziendali il giudice deve motivare specificamente non solo il fumus del reato ma anche l'elemento soggettivo (dolo specifico) e il periculum in mora con riferimenti fattuali concreti.
  • L'asserita destinazione dell'attività al riciclaggio o al favoreggiamento di reati deve essere collegata da elementi probatori espliciti: affermazioni generiche o riferimenti ad altri sequestri non bastano.
  • Questioni sulla pignorabilità/sequestrabilità di licenze o titoli amministrativi (es. licenza di commercio) richiedono un'analisi distinta: il sequestro dell'azienda nel suo complesso non implica automaticamente la possibilità di mantenere o meno la licenza, che va valutata concretamente.
  • In caso di carenza motivazionale su punti essenziali, la Corte di Cassazione annulla e rinvia per nuovo esame, lasciando al giudice di merito il compito di chiarire i profili omessi.
  • Per difendersi efficacemente in simili procedimenti cautelari è cruciale documentare e spiegare l'assenza del dolo specifico, dimostrare l'assenza di pericolo concreto per la conservazione del bene e fornire elementi che smentiscano la destinazione dell'attività a finalità illecite.

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