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Cassazione Penale, Ordinanza n. 11013/2025 del 19/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il motivo non fosse deducibile in sede di legittimità perché privo di un effettivo confronto critico con la motivazione della sentenza d'appello e meramente riproduttivo delle doglianze già disattese nei gradi di merito. Conseguentemente, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello di Roma ha confermato la condanna pronunciata dal Tribunale di Latina nei confronti dell'imputata per un furto aggravato. In cassazione la difesa ha proposto un unico motivo denunciando inosservanza, violazione ed erronea applicazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che la Corte territoriale avrebbe errato nel non accogliere la richiesta di perizia sulle immagini del sistema di videosorveglianza, perizia ritenuta indispensabile a dimostrare l'insussistenza della colpevolezza dell'imputata. La Corte di cassazione rileva però che il motivo si limita a reiterare le stesse doglianze già proposte in appello, senza confrontarsi in modo puntuale con la motivazione della sentenza impugnata, che aveva spiegato la non necessità della perizia per la chiarezza delle immagini e per la presenza di ulteriori riscontri probatori.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p.

    Norma incriminatrice del furto, richiamata come titolo di reato per la condanna confermata in appello.

  • art. 61 n. 7 c.p.

    Richiamata come circostanza aggravante contestata e ritenuta nella sentenza di merito.

  • art. 61 n. 11 c.p.

    Richiamata come circostanza aggravante contestata e ritenuta nella sentenza di merito.

  • art. 581 c.p.p.

    Le impugnazioni devono contenere motivi specifici, con indicazione delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto posti a fondamento della richiesta.

  • art. 591 c.p.p.

    La mancanza di specificità dei motivi determina l'inammissibilità del ricorso.

  • art. 616 c.p.p.

    All'inammissibilità del ricorso consegue la condanna al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende, salvo ragioni di esonero.

Massime di principio

  • In cassazione il ricorso deve contenere una critica argomentata del provvedimento impugnato e confrontarsi specificamente con la motivazione della decisione di merito; la mera riproposizione delle doglianze già respinte in appello non è sufficiente.
  • È inammissibile il motivo di ricorso che si limiti a dedurre in modo generico un vizio di motivazione o una violazione di legge senza indicare puntualmente gli errori della sentenza impugnata.
  • La richiesta di rinnovazione istruttoria o di perizia in sede di merito non può essere riproposta in cassazione come censura meramente assertiva, se la sentenza impugnata ha motivato sulla superfluità dell'accertamento tecnico e sulla presenza di ulteriori riscontri probatori.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta, salvo assenza di colpa nella sua proposizione, la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniFurto
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiOnere della provaNullità processuale

Testo integrale

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