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Sentenza

Sentenza n. 3415/2026 - Napoli, Sezione 7

per l''annullamento, a) dell’ordinanza n. -OMISSIS-, pronunciata dal Comune di Napoli – Area Amministrativo Patrimonio (Servizio politiche per la Casa) - in persona del Dirigente, Dott.ssa Antonietta Agliata, nei confronti della signora -OMISSIS-e notificata alla predetta in data 10.02.2025; b) di tutti gli atti istruttori sottesi al provvedimento sub a), anche non indicati nel provvedimento e mai comunicati o resi noti al ricorrente; c) di ogni altro atto presupposto, connesso o conseguente, di contenuto ed estremi sconosciuti, posti alla base dei suddetti provvedimenti impugnati, se ed in quanto lesivo degli interessi del ricorrente.

Giustizia amministrativa202502313

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di sgombero coatto di un alloggio di servizio destinato a casa del custode

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza di sgombero dell'alloggio di servizio, deducendo: violazione dell'art. 7 della legge n. 241/1990 per omessa comunicazione di avvio del procedimento; incompetenza del dirigente comunale, assumendo che il potere spettasse al Sindaco; difetto di motivazione e carenza dei presupposti, per mancata indicazione delle ragioni giuridiche dell'occupazione sine titulo e della cessazione degli effetti del titolo originario; violazione del legittimo affidamento, in ragione dell'occupazione dell'immobile dal 1999 in forza di un titolo rilasciato dall'amministrazione e dell'assenza di contestazioni per oltre vent'anni; difetto di istruttoria, violazione dei principi di proporzionalità e buon andamento e omessa ponderazione degli interessi, per mancata considerazione delle condizioni personali, sanitarie ed economiche del nucleo familiare e delle esigenze abitative dei suoi componenti fragili. Il Comune ha sostenuto che il recupero dell'alloggio di servizio costituisse attività doverosa dopo la cessazione del rapporto di lavoro, senza rilevanza delle condizioni soggettive degli occupanti.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha escluso la violazione delle garanzie partecipative, rilevando che il potere esercitato aveva natura vincolata e che l'ordinanza era stata preceduta da una diffida, con contestazione anche di morosità per indennità di occupazione pari a 54.192,71 euro oltre interessi; la ricorrente era quindi stata resa edotta del procedimento, senza presentare memorie od osservazioni. Ha respinto la censura di incompetenza, ritenendo che il dirigente della Municipalità avesse agito sulla base delle competenze attribuite dagli organi comunali, in particolare dalla delibera di Giunta sulle linee programmatiche per la tutela del patrimonio e dalla disposizione del Direttore generale n. 84/2023, che individuava le strutture competenti per le procedure di sgombero delle case del custode. Quanto ai presupposti, alla motivazione e all'istruttoria, il giudice ha ritenuto legittimo il ricorso all'autotutela esecutiva ex art. 823 c.c.: l'immobile, avente natura patrimoniale indisponibile perché destinato all'alloggio del custode di un istituto scolastico e quindi all'assolvimento di un pubblico servizio, era occupato sine titulo dopo la cessazione del rapporto di servizio nel 2013. La concessione dell'alloggio era inscindibilmente collegata al perdurare del rapporto funzionale con il servizio. La motivazione era sufficiente, poiché il ripristino della legalità e la restituzione del bene alla sua finalità istituzionale giustificavano lo sgombero senza una specifica comparazione con gli interessi dell'occupante priva di titolo. Il protrarsi dell'occupazione per lungo tempo non ha generato un affidamento tutelabile, ma ha confermato la necessità di ripristinare celermente la disponibilità del bene. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 7 l. 241/1990

    La comunicazione di avvio non è stata ritenuta necessaria, in ragione della natura vincolata del potere e della previa diffida che aveva reso la ricorrente edotta dell'avvio del procedimento.

  • art. 823 c.c.

    Consente l'autotutela esecutiva del bene pubblico quando l'amministrazione debba recuperare un immobile appartenente al patrimonio indisponibile, occupato sine titulo e sottratto alla sua destinazione istituzionale.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati unitamente alla disciplina nazionale per la tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • L'alloggio di servizio destinato al custode di un istituto scolastico è collegato funzionalmente al rapporto di servizio e, cessato tale rapporto, viene meno il titolo che legittima la permanenza nell'immobile, salvo specifici diversi presupposti risultanti dagli atti.
  • L'amministrazione proprietaria può esercitare l'autotutela esecutiva ex art. 823 c.c. per recuperare un immobile del patrimonio indisponibile occupato sine titulo, quando l'occupazione sottragga il bene alla sua destinazione istituzionale.
  • Quando il potere di sgombero dell'immobile pubblico occupato sine titulo è vincolato e l'interessato è stato previamente diffidato al rilascio, con contestazione della situazione abusiva e delle eventuali morosità, non sussiste violazione delle garanzie partecipative per omessa autonoma comunicazione di avvio del procedimento.
  • Nel recupero di un bene del patrimonio indisponibile occupato sine titulo, il ripristino della legalità e la restituzione del bene alla sua destinazione istituzionale possono integrare una motivazione sufficiente, senza necessità di una specifica comparazione con gli interessi dell'occupante privo di titolo.
  • Il protrarsi nel tempo dell'occupazione sine titulo di un immobile pubblico non fonda, di per sé, un legittimo affidamento tutelabile; può anzi rendere più urgente il ripristino della disponibilità del bene per la sua funzione istituzionale.

Come è indicizzato

MateriePatrimonio e alienazioniPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimento
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcedimento amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaEfficacia ed esecutorietàLegittimo affidamentoPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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