Cassazione Civile, Sentenza n. 18897/2026 del 10/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)
La controversia
La controversia nasce da un avviso di accertamento emesso a seguito di verifica fiscale su due operazioni immobiliari del 2005, ricostruite dall'Ufficio come operazioni a costi parzialmente fittizi e con prezzo degli immobili e canoni di leasing sopravvalutati mediante plurimi passaggi di proprietà nello stesso giorno. L'atto recuperava minori perdite ai fini IRES, maggiore IRAP e maggiore IVA, oltre a sanzioni. La società aveva dedotto, in sintesi, la tardività dell'accertamento, l'illegittimità della verifica e l'infondatezza nel merito. In cassazione ha proposto sette motivi: 1) violazione dell'art. 115 c.p.c. per aver la CTR considerato pacifica la natura di cartiera di una società terza senza prova; 2) motivazione apparente sul rapporto tra un soggetto fisico e tale società terza e sull'onere di provare che questa non fosse una cartiera; 3) violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. per errata lettura di assegni e documentazione di pagamento; 4) violazione dell'art. 2697 c.c. per errata distribuzione dell'onere della prova quanto all'effettivo pagamento dei corrispettivi; 5) omesso esame di fatti decisivi relativi al valore degli immobili e alla congruità del prezzo; 6) violazione delle norme su decadenza e raddoppio dei termini d'accertamento (art. 43 d.P.R. 600/1973, art. 57 d.P.R. 633/1972, art. 1, comma 132, l. 208/2015), assumendo che mancassero i presupposti penali e che la denuncia fosse tardiva o il reato prescritto; 7) violazione degli artt. 32 d.P.R. 600/1973 e 52 d.P.R. 633/1972, sostenendo che l'autorizzazione all'accesso coprisse solo l'annualità 2007 e non consentisse l'uso dei dati per il 2005. Nella memoria la ricorrente ha inoltre introdotto questioni nuove sulla compatibilità convenzionale e costituzionale della disciplina degli accessi fiscali e sull'applicazione retroattiva del regime sanzionatorio più favorevole introdotto dal d.lgs. 87/2024.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili le censure che miravano a una nuova valutazione del materiale probatorio o a ottenere una rivalutazione del merito, e infondati i motivi relativi al raddoppio dei termini e all'utilizzabilità dei dati acquisiti in verifica. Ha dichiarato inoltre inammissibili, perché nuove e comunque irrilevanti rispetto al decisum, le questioni introdotte solo in memoria sulla presunta illegittimità dell'accesso fiscale e sulla necessità di autorizzazione dell'autorità giudiziaria; ha pure ritenuto manifestamente infondata tale prospettazione. Quanto alla lex mitior sanzionatoria, ha negato l'applicazione retroattiva del d.lgs. 87/2024 ai fatti anteriori al 1 settembre 2024, richiamando il quadro normativo transitorio e la giurisprudenza recente. La soccombenza ha comportato la condanna della ricorrente alle spese del giudizio di legittimità e al versamento dell'ulteriore contributo unificato, se dovuto.
Norme richiamate
art. 115 c.p.c.
La deduzione della sua violazione non può trasformarsi in una critica alla valutazione del materiale istruttorio o in una richiesta di nuova pronuncia di merito.
art. 116 c.p.c.
La violazione è configurabile solo se il giudice attribuisce valore di prova legale a elementi che non lo hanno, o viceversa, non quando si contesta la valutazione delle prove.
art. 2697 c.c.
La violazione ricorre solo se l'onere probatorio è posto a carico della parte sbagliata; non se si contesta che il giudice abbia ritenuto assolto o meno l'onere da parte di chi ne era gravato.
art. 43 d.P.R. n. 600/1973
I termini di accertamento possono raddoppiare in presenza di seri indizi di reato che impongano la denuncia penale, secondo il regime ratione temporis applicabile.
art. 57 d.P.R. n. 633/1972
Per l'IVA opera il medesimo principio del raddoppio dei termini in presenza dei presupposti penalmente rilevanti, secondo la disciplina transitoria richiamata dalla Corte.
art. 1, comma 132, l. n. 208/2015
La disciplina che limita il raddoppio ove la denuncia sia trasmessa oltre i termini ordinari non si applica agli avvisi già notificati nei casi coperti dalla salvaguardia transitoria richiamata dalla giurisprudenza.
art. 32 d.P.R. n. 600/1973
I dati acquisiti lecitamente in verifica possono essere utilizzati anche per annualità diverse da quella indicata nell'autorizzazione, purché sia assicurato il contraddittorio.
art. 52 d.P.R. n. 633/1972
L'autorizzazione agli accertamenti e verifiche fiscali non comporta un limite legale all'uso dei dati raccolti per altre annualità, se l'acquisizione è avvenuta nel rispetto delle forme di legge.
art. 12, legge n. 212/2000
La memoria ha richiamato la norma e la sua successiva modifica, ma la Corte ha ritenuto la questione irrilevante nel caso concreto perché nuova rispetto al thema decidendum.
art. 7-ter, legge n. 212/2000
Richiamato dalla ricorrente in memoria come parte di una questione nuova sulla disciplina degli accessi fiscali; la Corte non vi ha riconosciuto rilevanza decisoria nel caso.
art. 7-quinquies, legge n. 212/2000
Richiamato dalla ricorrente in memoria nel contesto della dedotta inutilizzabilità degli atti acquisiti in violazione di diritti fondamentali; la Corte non ha accolto la censura.
art. 13-bis d.l. n. 84/2025, conv. in l. n. 108/2025
La Corte ha ritenuto la questione di legittimità costituzionale o eurounitaria irrilevante nel caso concreto, perché la censura proposta era nuova e il verbale di accesso risultava motivato.
art. 3, comma 3, d.lgs. n. 472/1997
La lex mitior nel sistema sanzionatorio tributario non è applicabile in modo incondizionato quando una disciplina successiva ne escluda espressamente la retroattività.
art. 2 d.lgs. n. 87/2024
La nuova disciplina sanzionatoria più favorevole non si applica alle violazioni commesse prima del 1 settembre 2024, per espressa previsione transitoria.
art. 5 d.lgs. n. 87/2024
La Corte ha ritenuto legittima la scelta legislativa di differire l'efficacia della disciplina più favorevole alle violazioni commesse dal 1 settembre 2024.
art. 97 Cost.
La revisione del sistema sanzionatorio e l'irretroattività della disciplina più favorevole sono state lette in relazione alle esigenze di equilibrio di bilancio e buon andamento.
art. 117 Cost.
Richiamato quale parametro di legittimità costituzionale delle norme interne rispetto alla CEDU e al diritto UE; la Corte ha escluso la rilevanza delle questioni prospettate.
art. 14 Cost.
La censura sulla riserva all'autorità giudiziaria dell'autorizzazione agli accessi fiscali è stata ritenuta manifestamente infondata.
art. 8 CEDU
La Corte ha escluso che la questione sulla validità dell'accesso fiscale fosse rilevante nel caso, distinguendo la fattispecie da quelle decise dalla Corte EDU.
art. 7 CDFUE
Richiamato dalla ricorrente in relazione alla disciplina degli accessi e delle sanzioni; la Corte ha escluso la necessità del rinvio pregiudiziale.
art. 8 CDFUE
Richiamato dalla ricorrente in relazione alla tutela del domicilio e dei locali; la Corte ha ritenuto non pertinente la questione nel caso concreto.
art. 47 CDFUE
Invocato per chiedere rinvio pregiudiziale e disapplicazione; la Corte ha escluso la rilevanza della questione ai fini della decisione.
art. 267 TFUE
Il rinvio pregiudiziale non è necessario quando la questione è irrilevante o rientra in un'ipotesi di acte clair/acte éclairé; qui la Corte ha ritenuto ricorrere l'irrilevanza e comunque un orientamento consolidato.
Massime di principio
- Nel giudizio di cassazione non è ammissibile trasformare censure formalmente proposte come violazione di legge in richieste di nuova valutazione del materiale probatorio o in una rivalutazione del merito.
- La violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. è configurabile solo quando il giudice utilizza prove non dedotte o attribuisce a prove un regime legale diverso da quello previsto; non quando si contesta il peso probatorio dato agli elementi di causa.
- La violazione dell'art. 2697 c.c. sussiste solo se il giudice individua erroneamente la parte gravata dell'onere della prova, non se si lamenta l'erronea valutazione dell'assolvimento di tale onere.
- Il vizio di omesso esame ex art. 360, n. 5, c.p.c. riguarda fatti storici decisivi e discussi, non argomentazioni difensive, questioni giuridiche o singoli elementi probatori isolatamente considerati.
- In materia di accertamento tributario, i dati raccolti legittimamente nel corso di una verifica possono essere utilizzati anche per annualità diverse da quelle espressamente menzionate nell'autorizzazione, se ciò avviene nel rispetto del contraddittorio.
- Il raddoppio dei termini di accertamento resta governato dalla disciplina ratione temporis applicabile e, per gli avvisi già notificati e i periodi anteriori al 2016, la riforma del 2015 non incide in presenza della salvaguardia transitoria.
- Nel sistema sanzionatorio tributario, il principio della lex mitior può essere limitato da una espressa previsione legislativa transitoria, purché la scelta sia coerente con la riforma complessiva e con i parametri costituzionali e convenzionali.
- Le questioni di legittimità costituzionale o di rinvio pregiudiziale sono inammissibili o non dovute quando la questione è nuova rispetto al thema decidendum o comunque non è rilevante per la decisione della controversia.
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