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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10675/2023 del 20/04/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (condominio)

La controversia

Un condominio aveva opposto un avviso di pagamento emesso dal Comune per il COSAP relativo all'anno 2013, concernente griglie e intercapedini installate nell'area del fabbricato. Il condominio sosteneva che tali manufatti erano stati realizzati contestualmente alla costruzione dell'edificio su area privata e che, quindi, non vi fosse occupazione di suolo pubblico né titolo concessorio. Il Tribunale aveva accolto l'opposizione, ma la Corte d'appello aveva riformato la decisione ritenendo dovuto il canone perché, a seguito dell'assoggettamento dell'area a uso pubblico, l'utilizzazione particolare da parte del privato faceva sorgere la pretesa impositiva anche in assenza di un originario provvedimento concessorio. In cassazione il condominio ha proposto sei motivi: omessa pronuncia e violazione del giudicato interno/esterno con riferimento a una precedente sentenza passata in giudicato tra le stesse parti su annualità diversa e sulle medesime griglie; violazione dell'art. 63 D.Lgs. 446/1997 e del regolamento comunale sul COSAP per avere ritenuto integrati i presupposti del canone senza concessione; violazione dell'art. 2697 c.c.; omesso esame del fatto decisivo circa la necessaria effettiva sottrazione all'uso pubblico; errata affermazione fattuale sulla sostituzione di una parte del piano di calpestio con griglie su area gravata da servitù di passaggio.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo e il secondo motivo di ricorso, dichiarando assorbiti gli altri. Ha ritenuto che il condominio avesse specificamente dedotto nei gradi di merito l'esistenza di un precedente giudicato, formatosi tra le stesse parti su una diversa annualità COSAP ma relativo alle stesse griglie e alla medesima questione del difetto di titolo concessorio. Richiamando il principio delle Sezioni Unite sulla efficacia espansiva del giudicato in controversie tra le stesse parti aventi a base un medesimo rapporto giuridico e una situazione giuridica tendenzialmente permanente, la Corte ha affermato che l'accertamento negativo sulla debenza del canone, in assenza di elementi di novità relativi al 2013, precludeva il riesame della medesima questione. Conseguentemente ha cassato la sentenza d'appello e rinviato alla Corte di appello di Roma in diversa composizione per il riesame conforme al giudicato esterno.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato come parametro dell'omessa pronuncia dedotta con il primo motivo.

  • art. 2909 c.c.

    Invocato in relazione all'efficacia del giudicato sostanziale formatosi tra le parti.

  • art. 324 c.p.c.

    Richiamato per la nozione di cosa giudicata formale e per il coordinamento con l'art. 2909 c.c.

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    Citato dal ricorrente nel motivo relativo al giudicato, senza autonoma elaborazione della Corte.

  • art. 360 c.p.c.

    Utilizzato come norma di riferimento per i motivi di ricorso per cassazione formulati come violazione di legge.

  • D.Lgs. 24 febbraio 1997, n. 446, art. 63

    Norma che disciplina il canone per l'occupazione di spazi e aree pubbliche; la Corte richiama il presupposto del canone e ne collega l'applicazione alla situazione di fatto e diritto già coperta da giudicato.

  • art. 1, 14 bis e 16 del regolamento del Comune di Roma

    Norme regolamentari invocate per la disciplina comunale del COSAP, richiamate nel ricorso e nella motivazione.

Massime di principio

  • Quando tra le stesse parti esiste un giudicato formatosi su un punto comune fondamentale di una controversia, l'accertamento compiuto in quel giudizio preclude il riesame dello stesso punto in un successivo giudizio, anche se relativo a una diversa annualità o a un diverso petitum, purché la situazione fattuale e giuridica sia tendenzialmente stabile.
  • Il principio dell'autonomia dei periodi d'imposta non impedisce l'efficacia espansiva del giudicato su elementi costitutivi della fattispecie che abbiano carattere permanente o tendenzialmente invariabile nel tempo.
  • In materia di canoni per occupazione di spazi e aree pubbliche, la verifica della debenza può dipendere da accertamenti di fatto e di diritto suscettibili di stabilità temporale; se tali accertamenti sono già coperti da giudicato e non risultano novità rilevanti, il giudice successivo non può rimetterli in discussione.
  • L'omessa considerazione di un giudicato esterno specificamente dedotto e documentato in atti integra vizio denunciabile in cassazione e comporta la cassazione della decisione che abbia riesaminato indebitamente la questione preclusa.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicato

Testo integrale

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