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Ordinanza

Ordinanza n. 796/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202601081

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Campania, Sez. VIII, che aveva respinto la domanda cautelare proposta contro l’accertamento di inottemperanza e l’ordinanza di acquisizione gratuita al patrimonio comunale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’appellante ha chiesto la riforma dell’ordinanza cautelare di primo grado, contestando la legittimità dell’acquisizione gratuita dell’immobile e sostenendo che il Comune avrebbe dovuto considerare la SCIA per la demolizione presentata l’8 settembre 2025, sospendendo il procedimento acquisitivo in applicazione dei principi di leale collaborazione e buon andamento. L’ingiunzione di demolizione n. 18/2013 era stata notificata l’11 dicembre 2013; l’accertamento dell’inottemperanza era intervenuto il 9 ottobre 2025 e l’ordinanza di acquisizione n. 85 era stata adottata il 6 novembre 2025.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare, ritenendo insussistenti le condizioni per una favorevole delibazione. L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale è stata qualificata come atto dovuto e automatico, privo di contenuto discrezionale, subordinato soltanto all’accertamento dell’inottemperanza e al decorso del termine di novanta giorni assegnato per la demolizione e il ripristino dei luoghi. Poiché il termine, decorrente dalla notificazione dell’ingiunzione dell’11 dicembre 2013, era scaduto il 12 marzo 2014, l’effetto acquisitivo si era prodotto automaticamente a tale data. L’accertamento dell’inottemperanza del 2025 e l’ordinanza di acquisizione avevano quindi natura meramente dichiarativa e ricognitiva. La SCIA presentata nel settembre 2025 era successiva al perfezionamento dell’effetto acquisitivo e non poteva imporre all’amministrazione di sospendere il procedimento né consentire la rimozione discrezionale di un effetto legale già verificatosi. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l’appello cautelare davanti al Consiglio di Stato.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    La mancata ottemperanza all’ingiunzione di demolizione entro novanta giorni determina automaticamente l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale, previa verifica dell’inottemperanza; gli atti successivi formalizzano l’effetto già prodotto.

Massime di principio

  • L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale conseguente all’inottemperanza a un’ingiunzione di demolizione è un effetto automatico previsto dalla legge e costituisce esercizio di un potere vincolato, subordinato al decorso del termine di novanta giorni e all’accertamento dell’inottemperanza.
  • L’effetto acquisitivo si perfeziona alla scadenza del termine assegnato con l’ingiunzione di demolizione e non richiede una successiva determinazione costitutiva dell’amministrazione.
  • L’accertamento dell’inottemperanza e la successiva ordinanza di acquisizione hanno natura meramente dichiarativa o ricognitiva quando intervengono dopo il perfezionamento automatico dell’acquisizione.
  • Una SCIA per la demolizione presentata dopo il perfezionamento dell’effetto acquisitivo non può sospendere il procedimento acquisitivo né consentire all’amministrazione di rimuovere discrezionalmente un effetto legale già verificatosi.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiEfficacia ed esecutorietàTutela cautelarePrincipio di legalità e tipicitàDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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