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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38434/2023 del 20/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva respinto il riesame avverso il decreto di sequestro probatorio dei beni rinvenuti durante perquisizione eseguita contestualmente al fermo. Il ricorrente contestava che la nuova iscrizione per il reato di ricettazione e il conseguente sequestro fossero meri atti esplorativi privi di fumus commissi delicti, lamentando violazione dell'art. 253 c.p.p. e insufficiente motivazione circa la natura dei beni, la loro relazione con il reato e gli elementi essenziali della nuova notizia di reato (luogo, tempo, azione). Sosteneva inoltre che, dopo il patteggiamento e l'annullamento parziale della confisca da parte della Cassazione, la restituzione fosse di competenza del giudice del rinvio e che la Procura avesse agito impropriamente.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto legittima la nuova iscrizione per il reato di ricettazione (art. 648 c.p.) atteso il rinvenimento, nell'abitazione dell'indagato, di numerosi beni di valore senza giustificazione. Ha confermato che il sequestro probatorio era strumento idoneo e necessario per le indagini e per consentire l'eventuale riconoscimento da parte di possibili vittime; non si è trattato di un atto meramente esplorativo. La Corte ha inoltre ricordato che per il sequestro probatorio non è richiesto che gli elementi del reato presupposto siano indicati in dettaglio. Per questi motivi ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 253 c.p.p.

    Richiamata dal ricorrente per censurare il sequestro effettuato nell'ambito di un procedimento già definito con patteggiamento; la Corte valuta che l'eventuale richiamo a questa norma non impedisce la nuova iscrizione per un diverso reato né il sequestro probatorio quando sussistono elementi di fumus commissi delicti

  • art. 648 c.p.

    La Procura ha iscritto la notizia di reato per ricettazione ai sensi di questa norma; la Corte ha ritenuto che la quantità, le caratteristiche dei beni rinvenuti e l'assenza di giustificazioni da parte dell'indagato costituiscano elementi astratti sufficienti per il fumus commissi delicti e legittimino il sequestro probatorio

Massime di principio

  • Il pubblico ministero può iscrivere una nuova notizia di reato e disporre il sequestro probatorio anche dopo una precedente definizione del procedimento (es. patteggiamento) se emergono elementi nuovi che giustificano il fumus commissi delicti relativi a un diverso reato.
  • Il sequestro probatorio è ammesso per preservare elementi utili alle indagini e all'identificazione di eventuali vittime; non è necessario che la relazione tra i beni sequestrati e il reato presunto espliciti tutti i dettagli del reato presupposto.
  • Non può essere automaticamente ritenuto illegittimo un sequestro per presunta funzione esplorativa se sussistono circostanze concrete (quantità, qualità dei beni, modalità del rinvenimento, precedenti dell'indagato) che legittimano il sospetto di ricettazione o altro reato.
  • L'impugnazione in Cassazione delle misure cautelari reali è consentita principalmente per motivi di violazione di legge; censure generiche sulla carenza motivazionale possono risultare insufficienti se il giudice di merito ha motivato l'esistenza degli elementi astratti del fumus commissi delicti.
  • Dopo l'annullamento parziale di una statuizione (es. confisca) da parte della Cassazione, la decisione su restituzioni o ulteriori provvedimenti può essere rimessa al giudice di rinvio, ma la Procura conserva la possibilità di agire se emergono nuovi fatti o ragioni investigative.

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