Cassazione Penale, Sentenza n. 30419/2025 del 08/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno chiesto la revoca e/o sospensione dell'ordine di demolizione riferito a opere condannate con sentenza penale a carico della dante causa Cira Ruggiero. Hanno dedotto: (1) violazione dell'art. 39 legge n. 724/1994 in relazione ai limiti oggettivi di condonabilità, contestando il divieto di frazionamento perché il fabbricato avrebbe avuto due livelli e sarebbero state presentate due distinte istanze di condono e ottenute due concessioni in sanatoria; (2) applicazione della sentenza del TAR Campania 29/07/2016 che aveva annullato il provvedimento comunale di annullamento in autotutela dei titoli e hanno invocato l'autonomia dell'accertamento penale rispetto a quello amministrativo.
La decisione
I ricorsi sono stati dichiarati manifestamente infondati e inammissibili. La Corte ha confermato il giudizio di fatto del Giudice dell'esecuzione secondo cui il terreno e le istanze di sanatoria erano riferibili di fatto alla medesima soggettivita' (proprietaria Cira Ruggiero) e che le domande di condono erano state frazionate in modo elusivo, con conseguente annullamento dei permessi dal Comune. Il Giudice dell'esecuzione ha inoltre accertato che per ununita' abitativa la superficie eccedeva i limiti autorizzabili. La Corte ha ribadito che il giudice penale ha il potere-dovere di verificare autonomamente la legittimita' e l'efficacia dei titoli amministrativi, anche rispetto a decisioni del giudice amministrativo non passate in giudicato o fondate su vizi formali. L'ordine di demolizione mantiene efficacia anche nei confronti di eredi o acquirenti, salvo atti amministrativi validi e incompatibili. I ricorrenti sono stati condannati alle spese e posti in obbligo di versare, in via equitativa, la somma di euro tremila.
Norme richiamate
art. 39 legge n. 724 del 1994
Rilevato in relazione ai limiti oggettivi di condonabilita'; la Corte lo interpreta come norma che non vieta formalmente il frazionamento catastale ma impedisce che il frazionamento sia usato come espediente elusivo per aggirare i limiti volumetrici del condono
art. 616 cod. proc. pen.
Norma richiamata per l'onere di sostenere le spese processuali a seguito dell'inammissibilita' dei ricorsi
Sentenza Corte Costituzionale 13 giugno 2000, n. 186
Richiamata nella valutazione sulla misura equitativa da imporre ai ricorrenti e nella valutazione della colpa o meno nella determinazione della causa di inammissibilita'
Cass. Sez. 3, n. 2840 del 18/11/2021, Vicale
Citata a supporto del principio consolidato che il condono edilizio non e' ammesso quando la domanda sia stata frazionata per eludere i limiti di consistenza e volumetria
Cass. Sez. 4, n. 10017 del 03/03/2021
Riferimento giurisprudenziale che conferma l'illegittimita' di domande di sanatoria frazionate finalizzate a realizzare un unico manufatto
Cass. Sez. 3, n. 39602 del 03/10/2024, Romano
Affermato il principio dell'unicita' della concessione in sanatoria per tutte le opere riconducibili a un edificio unitario e l'eccezione per domande presentate dai reali titolari di porzioni di proprieta'
Cons. Stato, Sez. VII, n. 9473 del 02/11/2023
Richiamata a supporto del principio amministrativo secondo cui piu domande riconducibili a un unico centro di interesse sono illegittime se poste per aggirare i limiti volumetrici
Giurisprudenza della Corte di Cassazione sulla competenza del giudice penale (piu sentenze citate)
Costo consolidato secondo cui il giudice penale mantiene un autonomo potere di valutazione sull'efficacia e legittimita' dei titoli amministrativi e non e' strettamente vincolato al giudicato amministrativo, salvo accertamento definitivo
Massime di principio
- Il frazionamento di istanze di sanatoria imputabili a un unico centro di interesse per aggirare limiti volumetrici e' abusivo e rende illegittimi i titoli rilasciati; il condono deve riguardare l'edificio unitario nella sua totalita'
- Il giudice dell'esecuzione e il giudice penale hanno il potere-di verifica autonomo sulla legittimita' e sull'efficacia dei titoli amministrativi: decisioni amministrative o giudiziarie non definite non impediscono l'esecuzione della demolizione
- L'ordine di demolizione ha natura sanzionatoria reale e vincola eredi e acquirenti; puo' essere rimosso solo da atti amministrativi validi ed incompatibili con l'esecuzione della demolizione
- Chi impugna deve confutare specificamente gli accertamenti di fatto del giudice dell'esecuzione; deduzioni generiche o richiamo a pronunce amministrative non definitive sono normalmente insufficienti
- In caso di ricorsi manifestamente infondati o inammissibili il giudice puo' condannare alle spese e imporre un contributo equitativo, valutando la consistenza e la colpevolezza della causa di inammissibilita'
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 8 set 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 30365/2025 del 08/09/2025
- Sentenza penale · 8 set 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 30366/2025 del 08/09/2025
- Sentenza penale · 8 set 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 30368/2025 del 08/09/2025
- Sentenza penale · 8 set 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 30369/2025 del 08/09/2025
- Sentenza penale · 8 set 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 30370/2025 del 08/09/2025
- Sentenza penale · 8 set 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 30371/2025 del 08/09/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →