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Ordinanza

Ordinanza n. 2815/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202605021

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza cautelare del TAR Campania che aveva respinto la domanda di sospensione dell’ordinanza di declaratoria di inefficacia della SCIA e delle ordinanze di demolizione e ripristino di opere abusive

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Gli appellanti hanno chiesto la riforma dell’ordinanza cautelare del TAR Campania, deducendo l’illegittimità degli effetti dell’ordinanza del Commissario ad acta che aveva dichiarato inefficace la SCIA relativa alle opere edilizie e delle successive ordinanze comunali di demolizione e ripristino, una delle quali integrata nei confronti dei coobbligati. Dalla motivazione emerge che i motivi d’appello riguardavano anche profili già coperti dal giudicato, con particolare riferimento ai compiti espressamente delegati al Commissario ad acta. Gli appellanti hanno inoltre dedotto un periculum in mora collegato all’esecuzione degli atti impugnati e al decorso del termine del 22 giugno 2026, oltre il quale si sarebbe verificata ex lege l’acquisizione del bene all’amministrazione.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare. Quanto al fumus boni iuris, ha ritenuto che l’appello non presentasse indizi certi di fondatezza, condividendo prima facie la valutazione del TAR secondo cui le censure dedotte apparivano riferite a profili già coperti dal giudicato, soprattutto in relazione ai compiti attribuiti al Commissario ad acta. Quanto al periculum in mora, ha escluso la presenza di un danno grave e irreparabile: il termine del 22 giugno 2026 invocato dagli appellanti era già decorso alla data della camera di consiglio e non erano stati dimostrati particolari elementi idonei a comprovare il pericolo dedotto. L’appello è stato quindi respinto, con compensazione delle spese della fase cautelare per la ricorrenza di peculiari motivi.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale dell’appello cautelare avverso l’ordinanza del TAR; il Consiglio di Stato ha esaminato la domanda nei limiti propri della fase cautelare.

  • SCIA n. 72/2017

    La SCIA relativa alle opere edilizie è stata dichiarata inefficace dal Commissario ad acta; l’ordinanza cautelare non decide definitivamente sulla sua legittimità.

Massime di principio

  • In sede di appello cautelare, la sospensione dell’efficacia di un provvedimento richiede la presenza di concreti indizi di fondatezza della domanda e di un danno grave e irreparabile; la verifica resta sommaria e non pregiudica il merito.
  • Non sussiste il fumus boni iuris quando le censure cautelari riguardano, prima facie, profili già coperti dal giudicato, in particolare quanto all’ambito dei compiti conferiti a un commissario ad acta.
  • Il periculum in mora non può essere riconosciuto sulla base del mero richiamo al decorso di un termine già consumato alla data della decisione cautelare, se non sono dimostrati specifici e attuali elementi di danno grave e irreparabile.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTitoli abilitativi ediliziTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareEffetto conformativo e riedizione del potereOttemperanza e commissario ad acta

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