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Ordinanza

Ordinanza n. 655/2026 - Napoli, Sezione 3

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - dell’Ordinanza n. 156 del 07.11.2024, notificata il 18.11.2024, del Responsabile dei Servizi Tecnici e Gestione del Territorio del Comune di Somma Vesuviana di immissione in possesso e acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere edilizie abusive in via trav. Privata S Angelo – San Sossio snc nel Comune di Somma; - nonché, in quanto lesivo, di ogni atto conseguente, presupposto o connesso.

Giustizia amministrativa202500435

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di immissione in possesso e acquisizione gratuita al patrimonio comunale di opere edilizie abusive

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l’ordinanza comunale n. 156 del 7 novembre 2024, notificata il 18 novembre 2024, deducendo, in particolare, l’omessa notifica della presupposta ordinanza di demolizione n. 77/2007 e del successivo verbale di accertamento dell’inottemperanza all’ordine di ripristino, nonché ulteriori vizi derivanti dall’omessa considerazione del sequestro penale dei beni. Il Comune ha prodotto l’ordinanza di demolizione del 2 luglio 2007 con relata di notifica del 29 giugno 2007, il verbale di accertamento dell’inadempienza con relata di notifica del 21 marzo 2009 e il decreto di perenzione relativo al giudizio già instaurato contro l’ordinanza di demolizione, notificato dalla ricorrente nel 2007.

La decisione

Il TAR ha respinto l’istanza cautelare per carenza di fumus boni iuris. Ha ritenuto rituali le notifiche sia dell’ordinanza di demolizione sia del verbale di accertata inottemperanza, sulla base della documentazione depositata dal Comune. Ha inoltre ritenuto irrilevante, ai fini della legittimità e dell’eseguibilità dell’ordine di demolizione e della validità dei conseguenti provvedimenti sanzionatori, la pendenza del sequestro penale, poiché il destinatario dell’ordine può chiedere il dissequestro del bene. Le spese della fase cautelare sono state poste a carico della ricorrente e liquidate in favore del Comune in euro 1.000, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; nel caso concreto ha costituito il riferimento processuale per la decisione sull’istanza di sospensione.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    La decisione riguarda l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale quale conseguenza dell’inottemperanza all’ordine di demolizione, anche se il testo non richiama espressamente il numero dell’articolo.

Massime di principio

  • La rituale notifica dell’ordinanza di demolizione e del successivo verbale di accertamento dell’inottemperanza esclude, in sede cautelare, la fondatezza delle censure basate sull’omessa conoscenza degli atti presupposti dell’immissione in possesso e dell’acquisizione gratuita al patrimonio comunale.
  • La pendenza di un sequestro penale non determina, di per sé, l’illegittimità né l’ineseguibilità dell’ordine di demolizione e non invalida i conseguenti provvedimenti sanzionatori, poiché il destinatario può chiedere all’autorità competente il dissequestro del bene.
  • In sede cautelare, la documentazione dell’amministrazione che attesti la regolare notificazione degli atti presupposti è idonea a escludere il fumus boni iuris delle censure fondate sulla mancata notifica.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiTutela cautelareEfficacia ed esecutorietàOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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