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Sentenza

Sentenza n. 3918/2026 - Roma, Sezione 2Q

per l’accertamento e la conseguente dichiarazione di illegittimità, previa adozione di misure cautelari, del silenzio serbato dall’Amministrazione resistente in ordine al procedimento unitario finalizzato al rilascio del visto d’ingresso per motivi di studio, previa formalizzazione della domanda in Ambasciata, con relativa condanna a provvedere entro 30 giorni e richiesta di nomina di Commissario ad acta.

Giustizia amministrativa202510844

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio dell'amministrazione sull'avvio del procedimento per il rilascio del visto d'ingresso per motivi di studio e sull'istanza di fissazione dell'appuntamento per formalizzare la domanda

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha agito per ottenere l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia dell'amministrazione, deducendo l'impossibilità di ottenere presso l'Ambasciata d'Italia in Islamabad un appuntamento necessario alla formalizzazione della domanda di visto d'ingresso per motivi di studio, previa preiscrizione universitaria. Ha chiesto la condanna dell'amministrazione a provvedere entro trenta giorni e la nomina di un commissario ad acta, oltre a misure cautelari.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che, nelle more del giudizio e dopo l'esaurimento della fase cautelare, l'appuntamento presso l'ambasciata è stato concesso. È stato così conseguito il risultato specificamente perseguito con l'istanza a provvedere: essere posti in condizione di formalizzare e inoltrare la domanda di visto. Non residuando interesse alla decisione sull'inerzia denunciata, il giudizio è stato definito per cessazione della materia del contendere. Le spese sono state compensate in considerazione dell'ingente flusso di domande affrontato dall'ambasciata in Pakistan e dell'elevato contenzioso analogo pendente davanti al TAR.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio avverso il silenzio della pubblica amministrazione, l'amministrazione adotta una condotta che realizza integralmente il risultato concreto richiesto dal ricorrente, il giudice dichiara cessata la materia del contendere per sopravvenuta soddisfazione dell'interesse azionato.
  • Nel giudizio volto a ottenere la possibilità di presentare una domanda amministrativa, la concessione dell'appuntamento necessario alla formalizzazione della domanda soddisfa l'interesse oggetto dell'azione, anche se non comporta ancora il rilascio del provvedimento finale richiesto.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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