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Sentenza

Sentenza n. 6409/2026 - Roma, Sezione 5

per l'annullamento del diritto al risarcimento dei danni causati dalla determinazione n. 3361 del 12.8.2009 del Direttore della Direzione Regionale Energia e Rifiuti della Regione Lazio, annullata dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 6888/22, con la quale era stata negata la proroga del termine per l'effettuazione dei lavori di una discarica di II^ categoria di tipo B per rifiuti speciali non pericolosi nel Comune di Palestrina – Zona Castellaccio, nonché per la condanna al risarcimento dei danni ex art. 30 c.p.a..

Giustizia amministrativa202309687

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. VSentenzaAzione risarcitoria

Atto impugnato: diritto al risarcimento dei danni derivanti dal diniego di proroga del termine per l'esecuzione dei lavori di una discarica, adottato con determinazione regionale successivamente annullata dal Consiglio di Stato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha chiesto il riconoscimento del diritto al risarcimento dei danni, ai sensi dell'art. 30 c.p.a., asseritamente causati da una determinazione regionale del 12 agosto 2009 che aveva negato la proroga del termine per l'esecuzione dei lavori di una discarica di rifiuti speciali non pericolosi. La determinazione era stata successivamente annullata dal Consiglio di Stato con sentenza n. 6888/2022. Nel corso del giudizio la ricorrente ha dichiarato, con memoria del 15 gennaio 2026, la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso e ha chiesto la compensazione delle spese. La Regione Lazio ha aderito a tali richieste all'udienza pubblica dell'11 marzo 2026.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione formale della ricorrente e dell'adesione dell'amministrazione resistente. Non è stata esaminata nel merito la domanda risarcitoria né sono stati accertati l'illegittimità dannosa dell'atto, il danno, il nesso causale o la colpa dell'amministrazione. Le spese di lite sono state compensate tra le parti. La decisione è stata adottata in forma semplificata ai sensi dell'art. 74 c.p.a.

Norme richiamate

  • art. 30 c.p.a.

    La domanda risarcitoria era stata proposta ai sensi dell'art. 30 c.p.a., ma non è stata esaminata nel merito per la sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 74 c.p.a.

    nel caso in cui ravvisi la manifesta […] improcedibilità […] del ricorso, il giudice decide con sentenza in forma semplificata. La motivazione della sentenza può consistere in un sintetico riferimento al punto di fatto o di diritto ritenuto risolutivo ovvero, se del caso, ad un precedente conforme

    Consente la definizione con sentenza in forma semplificata dei ricorsi manifestamente improcedibili, mediante motivazione sintetica riferita al profilo risolutivo.

Massime di principio

  • La dichiarazione formale della parte ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse, ove non contestata dall'amministrazione resistente, consente al giudice amministrativo di dichiarare l'improcedibilità del ricorso senza esaminare il merito della domanda.
  • La sopravvenuta carenza di interesse impedisce la prosecuzione del giudizio anche quando la domanda originaria riguardi il risarcimento dei danni derivanti da un provvedimento amministrativo precedentemente annullato, se la parte dichiara di non avere più interesse alla decisione.

Come è indicizzato

MaterieDanno da provvedimento illegittimoEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti speciali
RamiResponsabilità della pubblica amministrazioneProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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