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Sentenza

Sentenza n. 846/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento per l'accertamento dell'illegitimita' e dunque del conseguente ANNULLAMENTO del silenzio/inadempimento/rifiuto formatosi sull’istanza di rilascio del visto per motivi di studio avanzata da KHAN MOHAMMAD SADAN presso l’Ambasciata Italiana di Islamabad – Pakistan ;

Giustizia amministrativa202513964

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio formatosi sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso per motivi di studio

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio-inadempimento o rifiuto formatosi sull'istanza presentata presso l'Ambasciata italiana di Islamabad per ottenere un visto di ingresso per motivi di studio. Nel corso del giudizio l'Amministrazione ha documentato l'avvenuta fissazione di un appuntamento presso la competente sede diplomatica per la presentazione della domanda di visto. Il Ministero ha quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere e la compensazione delle spese. Il ricorrente ha aderito alla richiesta quanto all'improcedibilità per cessazione della materia del contendere, insistendo però per la rifusione delle spese di lite.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che l'intervenuta attivazione del procedimento per il rilascio del visto, mediante la fissazione dell'appuntamento per la presentazione della domanda, abbia soddisfatto la pretesa azionata in giudizio. La decisione è stata adottata ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate in ragione del comportamento operoso dell'Amministrazione; è stata tuttavia posta a carico dell'Amministrazione la restituzione al ricorrente delle somme versate a titolo di contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il ricorso contro il silenzio dell'amministrazione; nel caso concreto il ricorso ha determinato l'attivazione del procedimento per il rilascio del visto.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    soddisfacimento della pretesa fatta valere in giudizio

    Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando, nel corso del giudizio, la pretesa del ricorrente risulti integralmente soddisfatta.

  • art. 60 c.p.a.

    sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio della pubblica amministrazione, la successiva attivazione del procedimento amministrativo oggetto dell'istanza, ove soddisfi la pretesa azionata, determina la cessazione della materia del contendere ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a.
  • La fissazione dell'appuntamento necessario per la presentazione della domanda di visto integra, nel caso esaminato, l'attivazione del procedimento amministrativo e il soddisfacimento della pretesa azionata contro il silenzio.
  • La cessazione della materia del contendere può essere dichiarata quando il venir meno dell'utilità della decisione sia riconosciuto concordemente dalle parti e risulti documentato nel corso del giudizio.
  • La condotta operosa dell'amministrazione, che attivi il procedimento durante il giudizio, può giustificare la compensazione delle spese, ferma restando la restituzione al ricorrente del contributo unificato ove disposta dal giudice.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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