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Sentenza

Sentenza n. 4415/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Calabria, Sezione staccata di Reggio Calabria n. 529/2023

Giustizia amministrativa202401134

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione relativa a un manufatto abusivo realizzato senza titolo edilizio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La proprietaria ha impugnato l'ordinanza di demolizione deducendo eccesso di potere per difetto di motivazione e violazione dell'art. 36 del d.P.R. n. 380/2001. In appello ha sostenuto che il TAR non avesse considerato la necessità di una motivazione congrua, idonea a giustificare l'incisione della posizione del proprietario, e che per il manufatto fosse stata presentata un'istanza di sanatoria, asseritamente accolta dal Comune in ragione della conformità dell'opera agli strumenti urbanistici. Il Comune ha eccepito l'inammissibilità dell'appello per difetto di specificità e mera riproposizione delle censure di primo grado, deducendone comunque l'infondatezza.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto integralmente l'appello, ritenendo infondate le censure nel merito senza esaminare le eccezioni di inammissibilità. Quanto al difetto di motivazione, ha rilevato che l'ordinanza individuava puntualmente il manufatto, le sue caratteristiche costruttive e la sua ubicazione, indicava l'assenza di qualsiasi titolo edilizio e richiamava gli artt. 27 e 31 del d.P.R. n. 380/2001. Tali elementi sono sufficienti, poiché l'ingiunzione di demolizione è un atto dovuto e vincolato, non richiedente una specifica motivazione sull'interesse pubblico concreto e attuale al ripristino della legalità; il decorso del tempo non determina un legittimo affidamento sulla conservazione dell'abuso. Quanto alla sanatoria, dagli atti non risultava né un'istanza di accertamento di conformità, neppure presso gli uffici comunali, né un provvedimento di sanatoria. Inoltre, il Comune non è tenuto a verificare preventivamente la sanabilità dell'opera prima di adottare l'ordinanza di demolizione. La ricorrente è stata condannata alla rifusione delle spese del grado, liquidate in euro 4.000,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 27 d.P.R. n. 380/2001

    il dirigente o il responsabile, quando accerti l'inizio o l'esecuzione di opere eseguite senza titolo ... provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi

    La disposizione fonda il potere repressivo vincolato dell'amministrazione in presenza di opere realizzate senza titolo o in contrasto con la disciplina urbanistica.

  • art. 31 d.P.R. n. 380/2001

    il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale, accertata l'esecuzione di interventi in assenza di permesso ... ingiunge al proprietario e al responsabile dell'abuso la rimozione o la demolizione

    L'accertamento dell'assenza del permesso di costruire impone l'ingiunzione di demolizione, senza necessità di ulteriori valutazioni discrezionali sull'interesse pubblico o sulla sanabilità dell'opera.

  • art. 36 d.P.R. n. 380/2001

    La disciplina dell'accertamento di conformità non impone al Comune di verificare d'ufficio la sanabilità dell'opera prima di adottare l'ordinanza di demolizione; nel caso concreto, inoltre, non risultavano presentati né un'istanza di sanatoria né un provvedimento favorevole.

Massime di principio

  • L'ingiunzione di demolizione di opere edilizie abusive è un atto dovuto e rigorosamente vincolato, sicché è sufficientemente motivata dalla descrizione puntuale delle opere, dalla loro ubicazione e dall'indicazione dell'assenza del titolo edilizio e della disciplina violata.
  • L'ordinanza di demolizione non richiede una motivazione ulteriore in ordine a uno specifico interesse pubblico concreto e attuale al ripristino della legalità, poiché tale interesse è intrinseco all'accertamento dell'abuso edilizio.
  • Il decorso del tempo dalla realizzazione dell'abuso non determina, in favore del proprietario, un legittimo affidamento alla conservazione dell'opera abusiva, non trattandosi di un provvedimento amministrativo favorevole idoneo a generare un'aspettativa giuridicamente tutelabile.
  • Il Comune non è tenuto a verificare d'ufficio la sanabilità dell'opera prima di adottare l'ordinanza di demolizione; la mera astratta sanabilità non impedisce l'esercizio del potere repressivo.
  • La deduzione dell'avvenuta presentazione o accoglimento di un'istanza di sanatoria deve essere comprovata dagli atti del procedimento; in assenza di documentazione sull'istanza e sul provvedimento di sanatoria, tale circostanza non può infirmare l'ordinanza di demolizione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiDifetto di motivazioneLegittimo affidamentoDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivo

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