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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32048/2022 del 31/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna del Tribunale di Forlì per ricettazione di macchinari ed tentata estorsione, denunciando violazione di legge e vizi di motivazione: avrebbe dovuto essere ritenuta inattendibile la testimonianza della persona offesa, mancata considerazione di prove favorevoli all'imputato, e insussistenza del dolo per i reati contestati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi non consentiti e privi di specificità ai sensi degli artt. 581, co.1 e 591, co.1, lett. c) c.p.p. Ha ritenuto che il ricorrente abbia limitato la propria censura a una mera proposta di lettura alternativa dei fatti e alla ripetizione di doglianze già esaminate e motivate dalla Corte d'appello, senza documentare travisamenti decisivi. È stato inoltre affermato che la Corte d'appello ha valutato legittimamente le dichiarazioni della persona offesa e del teste Kabali, motivandone l'attendibilità e rigettando le versioni difensive contraddittorie. Per l'inammissibilità totale il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p., rilevando colpa elevata nella proposizione del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, decreto-legge n. 137 del 2020 convertito in legge n. 176 del 2020

    Richiamata la procedura speciale di cui alla norma per il procedimento (si procede nelle forme indicate), senza effetti sul merito della valutazione di ammissibilità del ricorso

  • art. 581, comma 1 c.p.p.

    Richiama il principio che il ricorso per cassazione deve indicare con specificità i motivi di impugnazione, pena l'inammissibilità

  • art. 591, comma 1, lett. c) c.p.p.

    Indica i motivi di ricorso consentiti in materia penale; la Corte ha ritenuto che le censure proposte erano di natura fattuale non consentita in cassazione

  • art. 616 c.p.p.

    Consente la condanna alle spese processuali e l'applicazione di una sanzione pecuniaria a carico del ricorrente quando il ricorso è dichiarato inammissibile; qui è stata applicata per colpa nella proposizione del ricorso

  • Corte Costituzionale, sentenza 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata quale giurisprudenza di principio sulla responsabilità della parte che propone un ricorso manifestamente infondato o determinante l'inammissibilità per colpa, a fondamento della sanzione

Massime di principio

  • In Cassazione non è ammessa una semplice rivalutazione dei fatti: il ricorso deve indicare vizi giuridici specifici o travisamenti decisivi degli elementi probatori per essere ricevibile
  • Le doglianze meramente alternative sulla valutazione della prova già motivata dalla Corte di merito sono inammissibili; occorre dimostrare errori logico-giuridici o omissioni decisivi
  • La credibilità di testi e della persona offesa, se correttamente motivata e corroborata, è difficile da rimettere in discussione in Cassazione senza provare il travisamento o l'illogicità della motivazione
  • Proporre ricorso senza la necessaria specificità espone all'inammissibilità e, se la condotta è colposa, a spese e sanzioni pecuniarie ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
  • Nel contestare la motivazione è utile evidenziare punti concreti e decisivi (inconsistenze logiche, contraddizioni interne, omissioni di fatto rilevanti) e non limitarsi ad offrire una lettura alternativa
  • Quando si impugnano valutazioni probatorie complesse, è preferibile ricorrere per i mezzi di impugnazione nei quali la riconsiderazione del fatto è consentita (es. revisione dei gradi di merito), salvo specifiche questioni di diritto rilevabili in Cassazione

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