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Ordinanza

Ordinanza n. 10725/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del DM del 13 marzo 2023 con cui il Ministero dell'Interno ha respinto l'istanza di concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9, co. I, lett. f, della legge 5 febbraio 1992 n. 91, n. -OMISSIS-

Giustizia amministrativa202314555

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana per ragioni connesse a possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto ministeriale del 13 marzo 2023, con il quale il Ministero dell'Interno ha respinto l'istanza di concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9, comma 1, lett. f), della legge n. 91 del 1992. Dal testo emerge che il diniego è stato motivato dall'emersione, nel corso dell'istruttoria, di elementi a carico del richiedente tali da non consentire di escludere possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica. I motivi specifici di ricorso non sono riportati nell'ordinanza.

La decisione

Il TAR non ha definito il merito della domanda di annullamento. Ha disposto un incombente istruttorio, ordinando al Ministero dell'Interno di depositare entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza la documentazione istruttoria posta a fondamento del diniego, adottando le cautele necessarie per tutelare le fonti informative e non pregiudicare l'attività di intelligence, mediante stralci, omissis o altre misure ritenute opportune. In alternativa, l'amministrazione dovrà depositare una relazione recante le specifiche ragioni che rendano ragionevole la mancata trasmissione degli atti. Il deposito dovrà avvenire in doppia busta, con indicazione esterna riservata. È stata fissata una camera di consiglio istruttoria per il 23 settembre 2026, nella quale la documentazione potrà essere esaminata esclusivamente dal Collegio e dal difensore, senza estrazione di copia, ai fini dell'attività difensiva. Sono state inoltre disposte misure di oscuramento delle generalità della parte ai sensi della normativa in materia di protezione dei dati personali.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lett. f), l. 91/1992

    La disposizione costituisce la base normativa dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana oggetto del diniego.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamata quale base per l'oscuramento delle generalità della parte a tutela dei diritti o della dignità dell'interessato.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei dati personali e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Quando il diniego di concessione della cittadinanza è fondato su elementi informativi riferiti a possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica, il giudice amministrativo può acquisire la documentazione istruttoria posta a base del provvedimento, imponendo cautele idonee a proteggere le fonti informative e a non compromettere l'attività di intelligence.
  • Se l'amministrazione ritiene di non poter trasmettere gli atti istruttori per ragioni di sicurezza o riservatezza, deve rappresentare in una relazione le specifiche ragioni che rendono ragionevole la mancata trasmissione, consentendo al giudice di valutarne la giustificazione.
  • La tutela delle fonti informative e delle esigenze di intelligence può essere bilanciata con le esigenze difensive mediante accesso limitato al Collegio e al difensore, senza estrazione di copia, nonché mediante stralci, omissis e ulteriori cautele processuali.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoTrasparenza e pubblicità

Testo integrale

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