Cassazione Penale, Sentenza n. 46244/2022 del 07/12/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Roma del 13/04/2022 che aveva rigettato il riesame avverso il decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Civitavecchia. Tre profili principali: (i) incompetenza territoriale in favore del Giudice di Roma (sostenendo che il luogo di consumazione o di accertamento fosse Roma); (ii) carenza di motivazione sul periculum in mora del decreto di sequestro preventivo e violazione dei principi stabiliti dalle Sezioni Unite (sent. Ellade n.36959/2021); (iii) illegittima integrazione da parte del Tribunale del riesame della motivazione originaria del decreto di sequestro.
La decisione
La Corte ha dichiarato il primo motivo manifestamente infondato: la competenza territoriale è stata correttamente attribuita alla circoscrizione relativa al luogo di consumazione (Manziana/attività dello studio che ha trasmesso i modelli F24) e, comunque, al luogo di accertamento secondo l'art. 18 d.lgs. 74/2000; ha invece censurato il Tribunale del riesame per avere applicato in modo errato i principi della sentenza Ellade e per non aver adeguatamente chiarito se il decreto di sequestro fosse del tutto privo della motivazione sul periculum o soltanto insufficiente. La Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e rinviato al Tribunale del riesame perché valuti compiutamente la presenza e l'adeguatezza della motivazione sul periculum in mora e, in conseguenza, dichiari la nullità o integri la motivazione nei limiti consentiti dalla giurisprudenza.
Norme richiamate
art. 10-quater d.lgs. 74/2000
Norma che punisce l'indebita compensazione; il reato si considera consumato al momento della presentazione dell'ultimo modello F24 relativo all'anno interessato (giurisprudenza richiamata).
art. 8 cod. proc. pen.
Criteri generali per la determinazione della competenza territoriale (luogo di consumazione) applicati al caso; non rileva il luogo di residenza dell'indagato se non richiamato espressamente dalle regole speciali.
art. 18 d.lgs. 74/2000
Criterio residuale della competenza territoriale per i reati tributari da determinarsi nel luogo dell'accertamento, individuato nella sede dell'ufficio che ha effettuato la valutazione effettiva degli elementi indicativi della violazione.
art. 321, comma 2, cod. proc. pen.
Prevede il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; il decreto di sequestro deve contenere motivazione anche sul periculum in mora secondo i principi delle Sezioni Unite.
sez. un. n. 36959/2021 (Ellade)
Principio affermato: il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca (anche per equivalente) deve motivare il periculum in mora, illustrando le ragioni per le quali non è possibile attendere la definizione del giudizio; l'obbligo motivazionale riguarda sia la confisca 'facoltativa' sia quella 'obbligatoria', salvo l'eccezione delle cose la cui fabbricazione/uso/detenzione costituisce reato (art. 240 c.p.).
art. 309, comma 9 cod. proc. pen.
Richiamato con riferimento al limite di integrabilità della motivazione: il potere integrativo del giudice del riesame può operare solo se esiste un sostrato motivazionale minimamente apprezzabile.
art. 316 cod. proc. pen.
Richiamato nei paragrafi comparativi sulla necessità di un giudizio prognostico e sulle garanzie patrimoniali (sequestro conservativo) come parametro interpretativo del periculum.
Massime di principio
- Per i reati tributari la competenza territoriale si determina prioritariamente secondo le regole speciali del d.lgs. 74/2000; se non applicabili si segue l'art. 8 c.p.p. (luogo di consumazione) e, in subordine, il luogo dell'accertamento (art. 18 d.lgs. 74/2000) individuato nella sede dell'ufficio che ha svolto la valutazione effettiva degli elementi.
- Il luogo di residenza dell'indagato non è automaticamente il luogo di consumazione a meno che la norma speciale non lo preveda espressamente; contestazioni sui fatti probatori riguardanti il luogo non sono valutabili nella sede di legittimità se basate su mera contrapposizione assertiva delle risultanze.
- Il decreto di sequestro preventivo ex art. 321, comma 2 c.p.p. finalizzato alla confisca per equivalente deve contenere una motivazione sul periculum in mora: la Corte richiede indicazioni che giustifichino l'impossibilità di attendere la definizione del giudizio senza che la confisca risulti vanificata.
- Il Tribunale del riesame può integrare motivazioni insufficienti del provvedimento genetico se esiste un minimo sostrato motivazionale che consenta il contraddittorio; se invece la motivazione è del tutto assente la nullità non è sanabile mediante integrazione.
- La distinzione formale tra confisca obbligatoria e facoltativa non esclude l'obbligo di motivazione sul periculum: l'analisi va collegata alla esigenza anticipatoria della confisca e alle caratteristiche del bene e del rischio di dispersione.
- In casi analoghi, chi impugna dovrebbe specificare se mira a dimostrare assenza di competenza territoriale alla luce delle regole speciali o a censurare la carenza motivazionale sul periculum; il giudice di legittimità verifica il corretto inquadramento giuridico e la sussistenza di un minimo sostrato motivazionale, rimettendo al giudice del riesame gli accertamenti di fatto.
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