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Sentenza

Sentenza n. 11667/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l’accertamento e la declaratoria, previa adozione di idonee misure cautelari, del diritto del Consorzio Tiburtino ad ottenere la nomina di un sequestratario ai sensi e per l’effetto dell’art. 1216 comma 2 c.c. ai fini della presa in consegna del parcheggio interrato ubicato in Roma, Viale Cingoli, realizzato dal ricorrente in adempimento agli impegni assunti con Roma Capitale con la Convenzione Urbanistica del 20.11.2007 (rep. 41179) e successiva integrazione del 22.12.2011 (rep. 12369) nell’ambito della “Fase 1” dell’edificazione dell’Area “A” Comparto “R” del Piano Particolareggiato “Comprensorio Direzionale Orientale Tiburtino”, approvato con D.G.R. Lazio n. 4 del 11.01.2002, nonché per l’effettiva nomina del suddetto sequestratario dell’immobile sopra indicato ai sensi dell’art. 79 disp. att. c.c..

Giustizia amministrativa202504114

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione di accertamento

Atto impugnato: mancata presa in consegna del parcheggio interrato e mancata nomina di un sequestratario ai sensi dell'art. 1216, comma 2, c.c.

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Consorzio Tiburtino ha chiesto l'accertamento del diritto a ottenere la nomina di un sequestratario, ai sensi dell'art. 1216, comma 2, c.c., e la conseguente nomina ai sensi dell'art. 79 disp. att. c.c., al fine di consentire la presa in consegna di un parcheggio interrato realizzato in adempimento agli obblighi assunti con Roma Capitale mediante convenzione urbanistica e successiva integrazione, nell'ambito dell'attuazione di un piano particolareggiato. È stata altresì richiesta la previa adozione di misure cautelari. Nel corso del giudizio, entrambe le parti hanno dichiarato che Roma Capitale era stata immessa nel possesso del parcheggio e hanno chiesto la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. L'intervenuta immissione di Roma Capitale nel possesso del parcheggio ha fatto venir meno l'interesse del Consorzio a ottenere una pronuncia sul merito della domanda di nomina del sequestratario, circostanza riconosciuta concordemente da entrambe le parti. Le spese di lite sono state compensate in ragione della definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La sopravvenuta carenza dell'interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    Il Collegio ha fissato la trattazione del merito dopo la fase cautelare.

  • art. 1216, comma 2, c.c.

    Norma posta a fondamento della domanda di nomina del sequestratario per la presa in consegna del bene.

  • art. 79 disp. att. c.c.

    Norma richiamata quale base per l'effettiva nomina del sequestratario.

Massime di principio

  • La sopravvenuta immissione dell'amministrazione nel possesso del bene oggetto della domanda elimina l'interesse attuale del ricorrente a ottenere una pronuncia sul merito della richiesta di nomina di un sequestratario, quando la sopravvenienza realizza la finalità pratica perseguita con il ricorso.
  • Quando la sopravvenuta carenza di interesse è riconosciuta concordemente dalle parti e rende inutile la decisione sul merito, il giudice amministrativo dichiara l'improcedibilità del ricorso ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

Come è indicizzato

MateriePiani attuativi e lottizzazioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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