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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37677/2023 del 14/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali, a versare la somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende e a rimborsare alle parti civili (Schiavi Francesca e Schiavi Lucia) le spese di rappresentanza e difesa liquidate in complesso in euro 1.655,00.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente proponeva ricorso per cassazione deducendo tre vizi: violazione di legge per omessa illustrazione delle ragioni del trattamento sanzionatorio, diniego delle attenuanti generiche e carenza nella quantificazione del danno risarcibile. Tuttavia la Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile per omesso rispetto del termine di impugnazione previsto dagli artt. 585 e 591, comma 1, lett. c), c.p.p.: la sentenza di appello era stata depositata il 14 dicembre 2022 (e non notificata per essersi proceduto con la camera di consiglio "cartolare"), il termine di 45 giorni per proporre ricorso è decorso dal 15 dicembre 2022 fino al 28 gennaio 2023, mentre il ricorso è stato depositato il 30 gennaio 2023.

Norme richiamate

  • art. 585 cod. proc. pen.

    commi 1, lett. c) e 2, lett. c)

    Stabilisce il termine di impugnazione di 45 giorni per il ricorso in cassazione quando la sentenza e' depositata e non notificata: la Corte lo applica per dichiarare inammissibile il ricorso presentato oltre il termine.

  • art. 591, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Richiamato assieme all'art. 585 per indicare la normativa di riferimento sul termine per la proposizione del ricorso per cassazione.

  • art. 544, comma 3, cod. proc. pen.

    Citato per chiarire che il dispositivo fissava il termine di deposito della sentenza; utile ai fini del computo del termine di impugnazione.

  • art. 23-bis legge n. 176/2020

    La norma disciplina la modalità di svolgimento del giudizio in forma di camera di consiglio "cartolare", con conseguente mancanza di notifica della sentenza all'imputato e conseguente decorrenza diversa del termine per impugnare.

  • art. 23, commi 8 e 9, decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 (convertito)

    Richiamato per la disciplina delle udienze e delle modalità di trattazione in camera di consiglio, indicate come applicate al procedimento.

  • art. 81 e art. 314 cod. pen.

    Norme sostanziali richiamate nella sentenza di merito che definivano i reati per i quali la ricorrente era stata condannata (appropriazione in qualità di amministratrice di sostegno).

Massime di principio

  • Quando il giudizio di appello si svolge in camera di consiglio "cartolare" e la sentenza non viene notificata, il termine per proporre ricorso per cassazione decorre dalla data del deposito; è fondamentale calcolare correttamente la decorrenza e la scadenza del termine.
  • Il mancato rispetto del termine processuale per l'impugnazione determina, di norma, l'inammissibilità del ricorso salvo che non ricorrano cause che legittimino la restitutio in integrum (da provare).
  • Le censure sostanziali (es. motivazione della pena, attenuanti, quantificazione del danno) possono essere esaminate solo se l'impugnazione è ammissibile: la tempestività è condizione di procedibilità della valutazione di merito da parte della Corte di cassazione.
  • In caso di incertezza sulla modalità di svolgimento dell'appello (udienza pubblica vs camera di consiglio "cartolare"), è opportuno chiedere chiarimenti alla cancelleria e calcolare i termini sia dalla notifica sia dal deposito per evitare rischi di decorrenza.
  • Se il ricorso viene depositato oltre termine, valutare tempestivamente l'eventuale istanza di restitutio in integrum o altre rimedi processuali, fornendo documentazione probatoria delle impedienze che hanno impedito il rispetto del termine.

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