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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28989/2022 del 21/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Micelli ha chiesto la revisione della sentenza della Corte di appello di Lecce (Sez. Dist. di Taranto) del 17 gennaio 2018, divenuta irrevocabile il 24 ottobre 2018, con condanna per il delitto di concorso in calunnia. L'istanza di revisione ex art. 634 c.p.p. si fondava su "prove nuove": le dichiarazioni di Sergio Caricato su circostanze della vicenda e una relazione grafologica della consulente Anna De Giorgio atta a escludere la riconducibilità di una sottoscrizione al Micelli. In cassazione il ricorrente denunciava manifesta illogicità e contraddittorietà della motivazione della Corte di appello di Potenza nella valutazione di tali prove nuove.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto congrua e analitica la valutazione della Corte di appello di Potenza, la quale aveva esaminato l'interazione delle nuove prove con il compendio probatorio e concluso che esse non erano decisive né idonee a rovesciare la condanna emessa in sede di cognizione. La Corte di Cassazione ha inoltre affermato che il ricorso si dolava di questioni di fatto chiedendo un nuovo apprezzamento del merito, competenza preclusa al giudice di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di euro tremila in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 634 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'istanza di revisione: la Corte ha valutato l'ammissibilità dell'istanza sulla base della rilevanza e della capacità delle "prove nuove" di incidere sul giudizio di responsabilità. La valutazione della "decisività" delle prove nuove rientra nel sindacato delle giurisdizioni interne e richiede che esse possano realmente determinare una soluzione liberatoria.

  • art. 636 e segg. cod. proc. pen.

    art. 636 e segg. cod. proc. pen.

    Richiamate in relazione al contraddittorio in udienza nelle procedure di revisione; la Corte ha chiarito che il ricorso non contestava l'eventuale adozione di decisioni fuori dal contraddittorio ai sensi di queste norme, ma la valutazione in fatto delle nuove prove.

Massime di principio

  • Per ottenere la revisione sulla base di "prove nuove" è necessario che tali prove siano decisive e idonee concretamente a sovvertire il giudizio di condanna; prove semplicemente compatibili o che aggiungono particolari non decisivi non sono sufficienti.
  • Il giudice della revisione deve valutare l'interazione delle nuove prove con l'intero compendio probatorio acquisito nel processo originario; la corte di legittimità verifica la correttezza logico-giuridica di tale valutazione, ma non può rimettere in esame il merito in assenza di vizi logici significativi.
  • I motivi che lamentano solo una diversa apprezzamento del fatto o chiedono un nuovo esame del merito sono inammissibili in Cassazione; occorre dimostrare carenze motivazionali concrete o errori di diritto.
  • La contestazione della motivazione della Corte di merito deve evidenziare specifici vizi logico-argomentativi: mere affermazioni di manifesta illogicità senza puntuali riferimenti non bastano.
  • In caso di ricorso manifestamente inammissibile o volto a un nuovo esame del merito, la Corte può irrogare sanzioni pecuniarie e condannare il ricorrente alle spese processuali.

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