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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33716/2025 del 14/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente deduceva un presunto errore materiale nell'ordinanza di consegna temporanea del mandato di arresto europeo: sostiene che la consegna sarebbe stata disposta per la partecipazione a tutte le udienze del processo belga e non soltanto per le udienze calendarizzate nel mese di marzo; perciò avrebbe subito una lesione del diritto di difesa, del giusto processo (art. 6 CEDU), dei principi di proporzionalità, mutuo riconoscimento e concentrazione dei processi, nonché delle norme europee e direttive citate (Trattato di Lisbona, Carta dei diritti fondamentali, decisione quadro 2002/584/CE recepita dalla legge n.69/2005, direttiva 948/2009, artt. 5 T.U.E., 6,7,52 CDFUE, artt. da 5 a 8 Convenzione EDU e direttive 2010/64/UE, 2012/13/UE, 2013/48/UE, 2016/363/UE). L'errore materiale, secondo il ricorrente, avrebbe imposto una contumacia involontaria e impedito la difesa personale.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha richiamato la precedente decisione della Corte (sent. n. 27654 del 9/7/2024) che aveva già dichiarato inammissibile analogo gravame e ritenuto manifestamente infondati i motivi ora riproposti. La Corte ha qualificato la nuova deduzione come tentativo di instaurare un non consentito 'quarto grado di giudizio' e ha rilevato che la questione era incompatibile con il consenso del ricorrente alla consegna temporanea (richiesta dallo Stato emittente per il periodo specificato) e non era stata dedotta in sede di appello. Inoltre la questione della pendenza di procedimenti paralleli è stata ritenuta non decidibile nella procedura di consegna, dovendo essere sollevata davanti alle autorità competenti dei procedimenti interessati. Conseguentemente, oltre all'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU)

    Il ricorrente invocava la violazione del diritto a un processo equo e della partecipazione personale. La Corte ha ritenuto tali censure già esaminate e manifestamente infondate nel precedente pronunciamento, quindi non rilevanti per riesaminare l'ordinanza di consegna temporanea.

  • Trattato di Lisbona

    Richiamato in riferimento ai principi di cooperazione giudiziaria e mutuo riconoscimento; la Corte ha comunque ritenuto che la delimitazione temporale operata dallo Stato emittente rientri nella discrezionalità dello stesso e sia vincolante per la decisione di consegna.

  • Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea (Carta di Nizza)

    Invocata dal ricorrente per profili di tutela dei diritti fondamentali; la Corte ha ritenuto le questioni già valutate e non idonee a rendere ammissibile il ricorso.

  • Decisione quadro 2002/584/CE (mandato di arresto europeo)

    recepita dalla legge n. 69 del 2005

    Strumento normativo di riferimento per la consegna: la Corte ha osservato che lo Stato emittente ha fissato temporalmente la consegna e che la Corte territoriale non poteva estendere il periodo oltre quanto richiesto.

  • Direttiva 948/2009

    Citata dal ricorrente tra le fonti di tutela procedurale; la Corte non ha ritenuto che tale richiamo potesse modificare la valutazione dell'ammissibilità, trattandosi di questioni già decise o non esperibili nella procedura di consegna.

  • Trattato sull'Unione Europea (T.U.E.)

    Richiamato in relazione ai principi di attribuzione e rispetto della sussidiarietà; la Corte ha ribadito la discrezionalità dello Stato emittente nel delimitare la richiesta temporanea.

  • Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea (C.D.F.U.E.)

    Invocata per profili di diritti fondamentali e limiti all'esecuzione; la Corte ha ritenuto le censure già affrontate e manifestamente infondate nel precedente giudizio.

  • Direttive europee procedurali (2010/64/UE, 2012/13/UE, 2013/48/UE, 2016/363/UE)

    2010/64/UE; 2012/13/UE; 2013/48/UE; 2016/363/UE

    Richiamate per profili di informazione degli imputati, assistenza legale e traduzione; la Corte ha ritenuto che l'uso di tali invocazioni non superasse l'ostacolo dell'ammissibilità, atteso che le medesime questioni erano già state esaminate e non potevano essere rinnovate attraverso un'asserita correzione di errore materiale.

Massime di principio

  • Non è consentito usare la deduzione di un 'errore materiale' come stratagemma per ottenere un nuovo riesame completo della decisione: questioni già decise dalla Corte possono rendere il ricorso inammissibile.
  • Il consenso del ricorrente a una consegna temporanea delimita la possibile impugnazione: se lo Stato emittente ha specificato un periodo temporale, la corte esecutrice non può ampliarlo oltre quanto richiesto.
  • Le questioni relative a procedimenti paralleli o alla concentrazione dei processi devono essere sollevate davanti alle autorità competenti dei procedimenti interessati e non possono normalmente essere decise nella procedura di consegna.
  • Richiami generici a principi europei o direttive non bastano se le stesse questioni sono già state esaminate e dichiarate manifestamente infondate: è necessario porre specifici e nuovi profili di illegittimità non già trattati.
  • In caso di ricorso manifestamente infondato o reiterato è possibile la condanna alle spese e l'applicazione di sanzioni pecuniarie, anche se non si assume colpa grave nella proposizione dell'atto.

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