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Cassazione Penale, Ordinanza n. 32321/2026 del 31/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Palermo che aveva confermato la sua responsabilità per un reato in materia di stupefacenti. Dal testo emerge che il ricorso riproponeva i motivi già dedotti in appello e contestava la ricostruzione dei fatti, la valutazione delle prove e il giudizio sulla responsabilità, profili ritenuti riservati al giudice di merito. Il ricorrente aveva inoltre censurato il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. e l'esclusione della possibilità che il quantitativo di stupefacente comportasse un lucro di speciale tenuità. La vicenda riguardava il rinvenimento nella disponibilità dell'imputato di circa 150 grammi di marijuana, suddivisa in dosi, mentre si trovava sulla pubblica via; alla vista degli agenti di polizia giudiziaria egli aveva tentato la fuga. Tali elementi erano stati valutati dai giudici di merito come incompatibili con l'uso esclusivamente personale e indicativi della destinazione della sostanza a fini illeciti di cessione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso perché reiterativo dei motivi di appello e fondato su censure non consentite nel giudizio di legittimità, riguardanti la ricostruzione del fatto e l'apprezzamento del materiale probatorio. Ha ritenuto congrua, adeguata e immune da manifesta illogicità la motivazione dei giudici di merito, fondata sul quantitativo di circa 150 grammi di marijuana, sulla suddivisione in dosi e sul tentativo di fuga alla vista degli agenti, elementi utilizzati per escludere l'uso esclusivamente personale. È stato ritenuto adeguatamente motivato anche il diniego dell'art. 131-bis c.p., in ragione delle concrete modalità del fatto, nonché l'esclusione di un lucro di speciale tenuità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto è stata esclusa in ragione delle concrete modalità della condotta, ritenute incompatibili con una valutazione di particolare tenuità.

  • art. 616 c.p.p.

    La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in assenza di ragioni di esonero, della somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • È inammissibile il ricorso per cassazione che si limiti a reiterare i motivi già dedotti in appello senza confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata.
  • Nel giudizio di cassazione non sono consentite censure dirette a ottenere una nuova ricostruzione dei fatti o una diversa valutazione del materiale probatorio, quando la motivazione del giudice di merito sia congrua, coerente e immune da manifesta illogicità.
  • Il quantitativo significativo di stupefacente, la suddivisione della sostanza in dosi e il tentativo di fuga alla vista della polizia giudiziaria possono costituire, secondo una motivazione fondata su corrette inferenze e massime di esperienza, elementi incompatibili con l'uso esclusivamente personale.
  • Il diniego della particolare tenuità del fatto è adeguatamente motivato quando il giudice richiama le concrete modalità della condotta e le considera incompatibili con una valutazione di minima offensività.
  • La valutazione sull'esistenza di un lucro di speciale tenuità costituisce apprezzamento di merito, non sindacabile in cassazione se sorretto da motivazione ponderata e non manifestamente illogica.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioniCause di non punibilità
RamiStupefacentiProcesso penaleParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fattoOnere della prova

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