Sentenza n. 3445/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento della nota del Consolato Generale d'Italia In San Francisco, prot. n. 1202 del 13.02.2025 concernente “provvedimento inammissibilità e rigetto dell'istanza di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis “
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: nota del Consolato Generale d'Italia concernente l'inammissibilità e il rigetto dell'istanza di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis
Esito
Favorevole al resistente (ministeri)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la nota consolare con cui era stata dichiarata inammissibile e rigettata la sua istanza di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, presentata in quanto discendente da un avo italiano. L'Amministrazione ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, sostenendo che la controversia rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. Il testo non espone ulteriori specifici vizi di legittimità dedotti contro la nota consolare.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo. Secondo il consolidato orientamento richiamato, nel sistema della legge n. 91/1992 l'acquisto della cittadinanza italiana iure sanguinis integra un diritto soggettivo e non una concessione rimessa alla discrezionalità amministrativa. Gli atti dell'Amministrazione in materia hanno quindi natura dichiarativa e non costitutiva. Le relative controversie spettano al giudice ordinario. La giurisdizione amministrativa sussiste invece per le controversie relative ai provvedimenti discrezionali di concessione della cittadinanza per naturalizzazione adottati ai sensi dell'art. 9 della legge n. 91/1992. Il ricorso può essere riproposto davanti al giudice ordinario secondo l'art. 11 c.p.a. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese di lite, liquidate in euro 1.000, oltre accessori di legge.
Norme richiamate
l. 5 febbraio 1992, n. 91
L'acquisto della cittadinanza italiana iure sanguinis costituisce esercizio di un diritto soggettivo; gli atti amministrativi hanno natura dichiarativa e non costitutiva.
art. 9 l. 5 febbraio 1992, n. 91
Riguarda i provvedimenti di concessione della cittadinanza per naturalizzazione, espressione di potere discrezionale amministrativo, rispetto ai quali sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo.
art. 11 c.p.a.
Consente la riproposizione della domanda davanti al giudice ordinario competente in caso di declinatoria della giurisdizione amministrativa.
art. 52 Cost.
Richiamato quale riferimento ai doveri connessi allo status di cittadino, nell'ambito della distinzione tra cittadinanza per naturalizzazione e riconoscimento iure sanguinis.
art. 53 Cost.
Richiamato quale riferimento ai doveri connessi allo status di cittadino, nell'ambito della distinzione tra cittadinanza per naturalizzazione e riconoscimento iure sanguinis.
Massime di principio
- Le controversie relative al riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis spettano alla giurisdizione del giudice ordinario, poiché tale status deriva dalla nascita da cittadini italiani e integra un diritto soggettivo, non una posizione di interesse legittimo.
- Gli atti amministrativi adottati in materia di cittadinanza iure sanguinis hanno natura dichiarativa e non costitutiva: l'Amministrazione accerta la sussistenza dei presupposti dello status, senza esercitare un potere discrezionale di concessione.
- La giurisdizione amministrativa in materia di cittadinanza sussiste, invece, per l'impugnazione dei provvedimenti discrezionali di concessione della cittadinanza per naturalizzazione adottati ai sensi dell'art. 9 della legge n. 91/1992.
- Quando il giudice amministrativo declina la giurisdizione in favore del giudice ordinario, la domanda può essere riproposta davanti al giudice munito di giurisdizione secondo le modalità e i termini dell'art. 11 c.p.a.
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