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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17045/2026 del 12/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per percezione indebita di assegno sociale (artt. 110, 81, comma 2, 316-ter c.p.), denunciando: 1) insufficiente motivazione sulla mancata prova degli elementi oggettivi e soggettivi del reato; 2) errore di diritto nel ritenere integrato il reato a carico di un mero delegato all'incasso, in assenza di obbligo comunicativo sulla residenza della beneficiaria; 3) assenza del dolo, essendosi limitato a riscuotere e consegnare somme e avendo omesso solo alcuni ratei per ragioni oggettive; 4) estinzione del reato per prescrizione maturata dopo la lettura del dispositivo ma prima del deposito della motivazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito che hanno considerato non effettiva la residenza in Italia della beneficiaria negli anni successivi al 2005 e che il contributo del Ballone non si esauriva nella mera riscossione ma comprendeva attestazioni/dichiarazioni sulla sussistenza del requisito della residenza, essenziali per la percezione indebita. Quanto alla prescrizione, la Corte ha confermato che per il suo computo rileva il momento della lettura del dispositivo della sentenza di condanna (non il deposito della motivazione), sicché la prescrizione maturata successivamente alla lettura non estingue il reato. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende. Restano operative la condanna di primo e secondo grado alla pena di sei mesi di reclusione e la confisca per equivalente pari a Euro 36.801,77.

Norme richiamate

  • art. 316-ter c.p.

    La norma è stata applicata per configurare il reato di indebito percepimento di erogazioni pubbliche; il massimo edittale rileva ai fini del computo della prescrizione.

  • art. 110, art. 81 comma 2 c.p.

    Richiamati per la partecipazione e la concorso di persone nel reato; il contributo di Ballone è stato ritenuto concorso con la beneficiaria.

  • art. 3 legge 8 agosto 1995, n. 335, comma 6

    "l'assegno è erogato con carattere di provvisorietà sulla base della dichiarazione rilasciata dal richiedente ed è conguagliato, entro il mese di luglio dell'anno successivo, sulla base della dichiarazione dei redditi effettivamente percepiti"

    Indica il carattere provvisorio dell'assegno sociale e la necessità della permanenza nel tempo del requisito della residenza in Italia quale condizione essenziale per il mantenimento della prestazione.

  • art. 20, comma 10 d.l. 25 giugno 2008, n. 112 (conv. L. 6 agosto 2008, n. 133)

    "abbiano soggiornato legalmente, in via continuativa, per almeno dieci anni nel territorio nazionale"

    Introdotto un requisito aggiuntivo (decorrenza 1/1/2009) per la corresponsione dell'assegno sociale; la Corte lo richiama per spiegare l'evoluzione normativa ma sottolinea che il requisito fondamentale rimane la residenza effettiva.

  • legge 5 dicembre 2005, n. 251 (regime prescrizionale)

    Richiamata per il regime della prescrizione applicabile ratione temporis, rilevando il termine ordinario in relazione al massimo edittale dell'art. 316-ter c.p.

  • art. 157 c.p.

    Richiamato per il computo della durata della prescrizione in relazione al massimo della pena edittale.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma per la Cassa delle ammende.

  • art. 129 c.p.p.

    Richiamato nel ragionamento sul fatto che l'inammissibilità del ricorso impedisce alla Cassazione di rilevare ex officio cause di non punibilità (es. prescrizione) se non in presenza di un valido rapporto di impugnazione.

  • Circolare INPS n. 105 del 2008

    Richiamata per chiarire che ai fini del diritto all'assegno sociale la residenza rilevante è la residenza effettiva (non meramente anagrafica) e che l'INPS è tenuto a verifiche periodiche.

Massime di principio

  • La residenza effettiva in Italia, non solo quella anagrafica, è elemento costitutivo del diritto all'assegno sociale; la sua assenza, anche se intervenuta dopo la domanda originaria, può rendere indebita la percezione.
  • Chi agisce come delegato alla riscossione può essere ritenuto responsabile penalmente se fornisce attestazioni/dichiarazioni false o omette informazioni dovute che consentono l'erogazione indebita di prestazioni pubbliche; la mera materialità dell'incasso non esclude automaticamente la responsabilità.
  • Il momento rilevante per il decorso della prescrizione, ai fini dell'efficacia estintiva della stessa, è la lettura del dispositivo della sentenza di condanna (che rende la decisione inoppugnabile rispetto alla pretesa punitiva), non il successivo deposito delle motivazioni.
  • I ricorsi ripetitivi che non confutano specificamente e puntualmente le ragioni di fatto e di diritto già adottate dai giudici di merito sono spesso dichiarati inammissibili: è necessario svolgere censure nuove e ben fondate o dimostrare vizi decisivi nella motivazione.
  • L'errore su norme extrapenali (ad es. i requisiti amministrativi per l'accesso a prestazioni) è, in genere, un errore di diritto inescusabile e non esclude il dolo quando l'attore avrebbe dovuto conoscere la normativa o la sua condotta denota consapevolezza.

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