Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 2167/2026 - Palermo, Sezione 5

Giustizia amministrativa202401716

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di accertamento dell’inottemperanza all’ordine di demolizione, con acquisizione al patrimonio comunale dell’intera particella catastale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l’ordinanza comunale che aveva accertato l’inottemperanza all’ordinanza di demolizione e disposto l’acquisizione al patrimonio comunale dell’intera particella catastale, per complessivi 714 mq. Il primo motivo deduceva l’illegittimità derivata dell’atto, in ragione dei vizi già dedotti contro il diniego di condono edilizio e l’ordinanza di demolizione. Il secondo motivo censurava la mancata notifica del diniego di condono a una delle proprietarie, nonché la violazione dell’art. 10-bis della l. 241/1990 per omessa comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza di condono. Il terzo motivo denunciava la violazione dell’art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001, poiché il Comune aveva disposto l’acquisizione dell’intera area di sedime e pertinenziale senza indicare la superficie effettivamente occupata dagli abusi, i criteri di calcolo dell’area ulteriore necessaria alla realizzazione di opere analoghe, i parametri urbanistici applicati e il rispetto del limite massimo del decuplo della superficie utile abusivamente costruita.

La decisione

Il ricorso è stato accolto parzialmente. Il primo motivo è stato respinto perché le censure contro il diniego di condono e l’ordinanza di demolizione erano già state esaminate e respinte con precedente sentenza della stessa Sezione. Il secondo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato: la notifica del diniego di condono, indirizzato a entrambi i coniugi presso la comune residenza e ricevuto dal marito, si è perfezionata anche nei confronti della moglie ai sensi dell’art. 139 c.p.c., trattandosi di consegna a familiare convivente. La censura relativa alla violazione dell’art. 10-bis l. 241/1990 è stata inoltre dichiarata tardiva e inammissibile, perché non proposta tempestivamente contro il diniego di condono. Il terzo motivo è stato accolto. L’acquisizione dell’area di sedime opera automaticamente, mentre l’acquisizione di aree ulteriori richiede una puntuale individuazione, un’adeguata istruttoria e una motivazione riferita alle opere necessarie secondo gli strumenti urbanistici vigenti. L’ordinanza si limitava invece ad acquisire l’intera particella di 714 mq, senza indicare quale parte fosse occupata dagli abusi, i calcoli e i parametri urbanistici utilizzati, né il rispetto del limite del decuplo. L’ordinanza è stata quindi annullata nei limiti della parte relativa all’acquisizione dell’intera particella, con salva riedizione del potere comunale. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001

    Se il responsabile dell’abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall’ingiunzione, il bene e l’area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune. L’area acquisita non può comunque essere superiore a dieci volte la complessiva superficie utile abusivamente costruita.

    L’acquisizione dell’immobile abusivo e dell’area di sedime opera automaticamente; l’acquisizione di aree ulteriori richiede invece specifica individuazione, adeguata istruttoria e motivazione, con indicazione delle opere analoghe da realizzare, dei parametri urbanistici applicati e del rispetto del limite massimo del decuplo della superficie utile abusivamente costruita.

  • art. 7 l. 47/1985

    La disciplina dell’acquisizione gratuita prevista dalla normativa previgente è stata posta in continuità con quella dell’art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La violazione dell’obbligo di comunicare i motivi ostativi deve essere dedotta tempestivamente contro il provvedimento conclusivo cui si riferisce; non può essere fatta valere per la prima volta contro il successivo accertamento dell’inottemperanza quando il diniego presupposto non sia stato impugnato sotto tale profilo.

  • art. 139 c.p.c.

    La notifica presso la comune residenza, effettuata a mani di un familiare convivente, si perfeziona anche nei confronti del destinatario non direttamente ricevente.

Massime di principio

  • L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell’immobile abusivo e della relativa area di sedime, conseguente all’inottemperanza all’ordine di demolizione, opera automaticamente allo scadere del termine assegnato; l’accertamento formale dell’inottemperanza ha funzione certificativa e costituisce titolo per l’immissione in possesso e la trascrizione.
  • L’acquisizione di un’area ulteriore rispetto all’area di sedime non è automatica: l’amministrazione deve indicarne puntualmente l’estensione e motivarla in relazione alle opere analoghe realizzabili secondo le prescrizioni urbanistiche vigenti.
  • Per individuare l’area ulteriore acquisibile, il Comune deve esplicitare la classificazione urbanistica dell’area, il relativo regime, gli indici di fabbricabilità applicabili e il calcolo della superficie necessaria, nel rispetto del limite massimo di dieci volte la superficie utile abusivamente costruita.
  • La mera indicazione dell’intera particella catastale e della sua superficie non è sufficiente a motivare l’acquisizione dell’area pertinenziale ulteriore, se non consente di distinguere l’area di sedime, l’area necessaria alla realizzazione di opere analoghe e i criteri urbanistici utilizzati.
  • I vizi del provvedimento presupposto devono essere dedotti tempestivamente mediante impugnazione dello stesso; non possono essere fatti valere per la prima volta contro il successivo accertamento dell’inottemperanza, quando il provvedimento presupposto sia divenuto non più contestabile sotto quello specifico profilo.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaDecadenza e tardivitàEffetto conformativo e riedizione del potere

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.