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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41313/2023 del 11/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La Procura generale impugna la sostituzione della pena detentiva (mesi 9 di reclusione per il reato di evasione) con la pena del lavoro di pubblica utilità disposta dalla Corte d'appello su richiesta formulata dalle conclusioni di parte in sede di appello. Il ricorrente deduce violazione dell'art. 597, comma 1, cod. proc. pen. (che limita la cognizione del giudice d'appello ai punti della decisione riguardati dai motivi di gravame) e dell'art. 95 del d.lgs. n. 150/2022 (disposizione transitoria che consente l'applicazione delle norme sul lavoro di pubblica utilità ai procedimenti pendenti). L'argomentazione è che la semplice istanza contenuta nelle conclusioni scritte non ha ampliato il thema decidendum formato dai motivi di appello e non ha consentito al giudice d'appello di applicare la misura sostitutiva senza che tale richiesta fosse stata inserita come motivo nuovo o espressamente dedotta nei termini processuali.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la parte della sentenza impugnata relativa alla sostituzione della pena detentiva con lavori di pubblica utilità. La Cassazione ha affermato che l'art. 95 d.lgs. 150/2022, pur permettendo l'applicazione della disciplina piu favorevole ai procedimenti pendenti, deve essere coordinato con le regole del rito d'appello (in particolare art. 597 cod. proc. pen.) e non autorizza il giudice d'appello ad ampliare d'ufficio il thema decidendum. Nel caso concreto la difesa avrebbe potuto, nei termini processuali (prima udienza fissata il 23/01/2023 e possibilità di motivi nuovi quindici giorni prima), proporre motivi nuovi per chiedere la sostituzione; la richiesta formulata soltanto nelle conclusioni non era idonea. Di conseguenza la statuizione sulla sostituzione è stata annullata senza rinvio e la possibilità di richiedere la misura sostitutiva è rinviata alla sede esecutiva.

Norme richiamate

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    Disciplina la possibilità di sostituire la pena detentiva breve con pene alternative, materia sostanziale che può risultare più favorevole e la cui applicazione è stata oggetto della disciplina transitoria del d.lgs. 150/2022.

  • art. 597, comma 1, cod. proc. pen.

    Limita l'ambito cognitivo del giudice d'appello ai punti della decisione che sono riferiti ai motivi proposti dall'appellante; la Corte ha ritenuto che questa limitazione impedisca al giudice d'appello di applicare sanzioni sostitutive quando la relativa richiesta non è stata adeguatamente enunciata nei motivi (o nei motivi nuovi) dell'appello.

  • art. 585, comma 4, cod. proc. pen.

    Norma procedurale che disciplina i termini per la presentazione di atti prima dell'udienza di appello; la Corte ha richiamato il termine di quindici giorni prima della prima udienza per la proposizione di motivi nuovi, come opportunità concreta che la difesa aveva per formulare la richiesta specifica.

  • art. 95 d.lgs. n. 150 del 2022

    Le norme previste dal Capo III della legge 24 novembre 1981, n. 689, se più favorevoli, si applicano anche ai procedimenti penali pendenti in primo grado o in grado di appello al momento dell'entrata in vigore del presente decreto

    Prevede un regime transitorio che consente l'applicazione, ai procedimenti pendenti, delle disposizioni sulle pene sostitutive se più favorevoli. La Corte ha precisato che tale disposizione non abroga o sospende i limiti procedurali dell'appello previsti dall'art. 597 cod. proc. pen., perciò l'applicabilità materiale non autorizza di per sé il superamento delle regole sul thema decidendum.

  • art. 58 legge 24 novembre 1981, n. 689

    Norma sulla sostituzione della pena detentiva breve con misure alternative (lavori di pubblica utilità); richiamata nel contesto per sottolineare la distinzione tra trattamento sanzionatorio e rimodulazione della pena e la necessità di una specifica richiesta processuale per la sua applicazione in appello.

Massime di principio

  • La disposizione transitoria che estende la possibilità di applicare pene sostitutive ai procedimenti pendenti non esclude l'obbligo di rispettare i limiti procedurali del rito di appello: la novità sostanziale va proposta con gli strumenti processuali previsti per l'appello.
  • La semplice richiesta inserita nelle conclusioni di udienza non è sufficiente, di regola, a creare il thema decidendum necessario per consentire al giudice d'appello di disporre la sostituzione della pena; è preferibile formulare una specifica e motivata istanza mediante motivi nuovi quando sia possibile.
  • Se la prima udienza di appello è già fissata, la difesa deve valutare i termini per la proposizione di motivi nuovi (es. il termine di quindici giorni prima dell'udienza) per non precludersi la possibilità di chiedere la misura sostitutiva in modo efficace.
  • Il giudice d'appello non può, di regola, applicare d'ufficio le pene sostitutive delle pene detentive brevi se non risulta una specifica richiesta di parte conforme ai limiti dell'art. 597 cod. proc. pen.
  • Quando per concrete ragioni non sia possibile presentare motivi nuovi, resta aperta una questione non risolta dalla sentenza su quale sia l'efficacia delle conclusioni: in tali casi è prudente sollevare preventivamente il tema procedurale o valutare la richiesta nella sede esecutiva.
  • Se una decisione di appello viene annullata solo parzialmente (ad esempio sulla sostituzione della pena), la determinazione della possibile applicazione della misura sostitutiva può essere rimessa alla fase esecutiva.

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