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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 847/2023 del 12/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza di condanna per bancarotta fraudolenta (distrattiva e documentale) in relazione al fallimento della "Logitech service": contestavano omissioni e vizi di motivazione (esclusione/non quantificazione dell'aggravante di cui all'art. 219 legge fall., mancata declaratoria di prescrizione, mancata concessione di attenuanti), profili del coefficiente soggettivo del concorrente "extraneus" (conoscenza dello stato di insolvenza), vizi procedurali in appello (omessa o generica motivazione sull'ammissibilità dei motivi di appello, violazione dell'art. 521 c.p.p.), richieste di riesame e questioni sulla traduzione dell'imputato detenuto (violazione dell'art. 420-ter c.p.p.). Inoltre si deduceva l'applicazione retroattiva della riforma (legge n.103/2017) e la nullità per mancata traduzione dell'imputato Donniacuo.

La decisione

Tolino: ricorso dichiarato inammissibile per carenza di specificità dei motivi di appello e/o per essere questioni non devolute; condanna della ricorrente al pagamento delle spese e di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende. D'Amore: ricorso parzialmente fondato per carenze motivazionali della Corte d'appello (mancata risposta puntuale e generica valutazione di aspecificità); sentenza annullata e rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli per nuovo giudizio (riesame con pieni poteri). Donniacuo: ricorso fondato per mancata traduzione/non partecipazione dell'imputato nonostante il giudice fosse stato informato dello stato detentivo; annullamento (senza conservazione della sentenza) della sentenza di primo grado e di appello e trasmissione degli atti al Tribunale di Avellino per nuovo giudizio. La Corte ha chiarito principi di diritto relativi alla partecipazione dell'imputato detenuto e ai requisiti di specificità dell'appello.

Norme richiamate

  • legge fallimentare (art. 216, art. 219)

    Art. 219: valutata l'irrinunciabilità di adeguata motivazione se si assume l'aggravante distrattiva; Corte ha ritenuto la mancata quantificazione/non dimostrazione dell'aggravante contestata come questione non adeguatamente devoluta in appello per alcuni ricorrenti. Art. 216 (ultima comma): la Corte d'appello ha ridotto la durata delle pene accessorie in ossequio alla pronuncia costituzionale n.222/2018

  • codice di procedura penale (art. 420-ter, art. 420-bis, art. 521, art. 606, art. 616)

    Art. 420-ter/420-bis: la comunicazione della detenzione dell'imputato, in qualunque momento pervenga alla conoscenza del giudice, impone la traduzione per garantirne la partecipazione; la mancata traduzione determina nullità e ordine di nuovo giudizio salvo particolari oneri probatori. Art. 521: questioni emerse solo con la sentenza di primo grado potevano essere sollevate in appello e non erano riproduzione di motivi già esaminati. Art. 606 c.p.p.: limiti di devoluzione per ricorso per cassazione; Art. 616 c.p.p.: condanna alle spese e contribuzione alla Cassa delle ammende per ricorso inammissibile

  • codice civile (art. 2634)

    Riferimento alla normativa sui vantaggi compensativi tra soci e amministratori: la Corte ha richiesto alla Corte d'appello motivazione puntuale quando l'appellante allega rilevanza scagionante di tale norma

  • codice penale (art. 62-bis comma 3)

    Rilevanza dell'incensuratezza quale elemento nel giudizio sulle attenuanti generiche; la Corte ha osservato che la norma era successiva al fatto contestato e la sua portata deve essere valutata con attenzione temporale

  • legge n.103/2017 (cd. riforma "Orlando")

    Richiamata nelle censure sull'ammissibilità dell'appello per specificità; la Corte ha però ritenuto che la Corte territoriale si sia attenuta a principi già consolidati e alle Sezioni Unite, non a un'errata retroattiva applicazione della riforma

Massime di principio

  • Il concorrente "extraneus" alla bancarotta distrattiva deve avere coscienza della volontarietà della propria condotta che concorre a determinare il depauperamento a danno dei creditori; non è necessario provare la conoscenza specifica dello stato di insolvenza della fallita
  • Le questioni non specificamente devolute o non dedotte con la dovuta specificità in appello non possono essere efficacemente rimesse in discussione con il ricorso per cassazione (salvo questioni rilevabili d'ufficio o impossibilità di dedurle prima)
  • La Corte d'appello è tenuta a motivare in modo puntuale e non meramente con richiamo generico quando dichiara un motivo d'appello aspecifico o inammissibile: omissioni motivazionali possono giustificare annullamento e rinvio
  • Se durante il processo il giudice viene a conoscenza della detenzione dell'imputato per altra causa, è obbligato a disporre la traduzione per garantirne la partecipazione; la mancata traduzione determina nullità degli atti successivi e ordine di nuovo giudizio salvo prova dell'impossibilità della tempestiva comunicazione senza colpa
  • La modifica normativa (es. riforme procedurali) non può essere applicata retroattivamente in modo da ledere i diritti degli imputati se il principio che se ne ricava non era già consolidato e conoscibile al tempo dell'impugnazione; tuttavia i criteri di specificità dell'appello sono anch'essi oggetto di giurisprudenza consolidata che va considerata
  • In caso di lacune probatorie sull'aggravante (es. mancata quantificazione del beneficio distratto) il giudice di merito deve affrontare espressamente la questione; l'omessa trattazione può incidere sulla possibilità di riconoscere prescrizione o attenuanti

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