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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27569/2026 del 22/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (condannato)

La controversia

Il condannato aveva presentato istanza di affidamento in prova al servizio sociale e di detenzione domiciliare; in corso di procedura aveva depositato memoria con ulteriore richiesta di affidamento in casi particolari ex art. 94 d.p.r. 9 ottobre 1990, n. 309, nonché, secondo il ricorso, una domanda di detenzione domiciliare presso comunità terapeutica. Il tribunale di sorveglianza aveva però respinto l'affidamento in prova e dichiarato inammissibile la detenzione domiciliare, motivando sulla elevata pericolosità del soggetto desunta da misura di prevenzione, misura cautelare in atto e precedenti penali. Con un unico motivo il ricorrente deduceva che il giudice di sorveglianza non aveva valutato le domande subordinate introdotte con la memoria, e che vi era l'obbligo di pronunciarsi anche su tali richieste formulate nel corso del procedimento.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il ricorso. Ha rilevato, sulla base degli atti, che la domanda originaria riguardava affidamento in prova ex art. 47 ord. pen. e detenzione domiciliare ex art. 47-ter ord. pen., mentre con memoria successiva era stata proposta anche l'istanza di affidamento in casi particolari ex art. 94 d.p.r. n. 309/1990. Pur avendo il tribunale svolto istruttoria anche su tale ultima domanda, l'ordinanza impugnata non conteneva una specifica motivazione sul diniego delle istanze formulate in corso di procedimento, limitandosi alle richieste originarie. La mancata valutazione della memoria non integra di per sé nullità, ma può incidere sulla correttezza logico-giuridica della motivazione quando il contenuto pretermesso abbia idoneità scardinante, come nel caso di specie, in cui la domanda nuova aveva presupposti e limiti diversi. Ne è conseguito l'annullamento con rinvio al Tribunale di sorveglianza di Palermo per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p.

    nei limiti strettamente necessari

    richiamo al criterio di sinteticità nell'enunciazione del motivo di ricorso.

  • art. 47 ord. pen.

    norma evocata per la richiesta di affidamento in prova al servizio sociale.

  • art. 47-ter ord. pen.

    norma evocata per la richiesta di detenzione domiciliare.

  • art. 94 d.p.r. 9 ottobre 1990, n. 309

    norma evocata per l'affidamento in casi particolari in ambito stupefacenti.

  • art. 52 d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    richiamato per disporre l'omissione dei dati identificativi in caso di diffusione del provvedimento.

Massime di principio

  • L'omessa valutazione di una memoria difensiva non determina automaticamente nullità del provvedimento, ma può incidere sulla congruità e sulla correttezza logico-giuridica della motivazione.
  • Quando la memoria difensiva introduce una richiesta autonoma o subordinata avente presupposti diversi e specifici limiti applicativi, il giudice deve darne conto espressamente nella decisione.
  • La mancata considerazione di una istanza sopravvenuta è rilevante se il contenuto trascurato ha idoneità scardinante rispetto alla motivazione adottata, cioè se può incidere in modo decisivo sull'esito del giudizio.
  • In sede di legittimità, il vizio motivazionale può essere scrutinato attraverso l'esame diretto degli atti quando il vizio dedotto lo consente.
  • Nel procedimento di sorveglianza, la motivazione deve confrontarsi con tutte le domande effettivamente proposte e non solo con quelle originarie, specie quando l'istruttoria abbia già investito anche la richiesta sopravvenuta.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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