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Sentenza

Sentenza n. 1072/2026 - Bologna, Sezione 1

per l'annullamento -del decreto emesso dalla Questura di Modena in data 22.08.2020 e notificato il 16.05.2022, che ha negato al ricorrente il rinnovo del permesso di soggiorno, nonché di ogni altro atto connesso presupposto e/o consequenziale.

Giustizia amministrativa202200531

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia Romagna - Bologna, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno adottato dalla Questura di Modena

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (questura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno, sostenendo che la mera esistenza di precedenti penali o procedimenti penali per reati ostativi non potesse determinare automaticamente il rigetto dell’istanza. Ha dedotto la violazione degli artt. 4, comma 3, e 5, comma 5, del d.lgs. 286/1998, lamentando l’assenza di una concreta e attuale valutazione della pericolosità sociale e il mancato esame della durata del soggiorno in Italia, dell’inserimento sociale, familiare e lavorativo e dei legami con il territorio nazionale. L’Amministrazione ha depositato la documentazione istruttoria relativa ai precedenti del ricorrente, comprendenti plurime denunce per maltrattamenti, lesioni, percosse, minacce e atti persecutori, una condanna per guida in stato di ebbrezza, condanne per atti persecutori, una misura cautelare di divieto di avvicinamento e la successiva decadenza dalla responsabilità genitoriale sui figli minori.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha richiamato il quadro risultante dagli artt. 4, comma 3, e 5, comma 5, del d.lgs. 286/1998, secondo cui il giudizio di pericolosità sociale non è necessariamente circoscritto all’esistenza di condanne penali definitive, ma può fondarsi anche su denunce circostanziate, misure cautelari e altri elementi rivelatori di comportamenti socialmente pericolosi, nell’ambito di una valutazione prognostica ampiamente discrezionale. Tale valutazione deve comunque considerare, in chiave di bilanciamento, la durata della presenza in Italia, l’inserimento sociale e gli eventuali legami familiari. Nel caso concreto, il complesso dei precedenti e la loro reiterazione, anche dopo una precedente condanna per atti persecutori e dopo il rinnovo del titolo di soggiorno, rendevano non illogica né arbitraria la prognosi di pericolosità formulata dalla Questura. Il Collegio ha inoltre richiamato la precedente ordinanza cautelare, confermata dal Consiglio di Stato per carenza di fumus boni iuris. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998

    Non è ammesso in Italia lo straniero ... che sia considerato una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato ... o che risulti condannato ... per reati previsti dall'articolo 380, commi 1 e 2, del codice di procedura penale ... ovvero per reati inerenti gli stupefacenti, la libertà sessuale, il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina ...

    La disposizione individua condizioni ostative all'ingresso e consente di fondare la valutazione di pericolosità anche sulla minaccia all'ordine pubblico o alla sicurezza e sui reati indicati dalla norma.

  • art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998

    Il permesso di soggiorno o il suo rinnovo sono rifiutati ... quando mancano o vengono a mancare i requisiti richiesti per l'ingresso e il soggiorno nel territorio dello Stato ...

    Il diniego di rinnovo è legittimo quando, alla luce degli elementi disponibili, risultino insussistenti i requisiti per il soggiorno; nella valutazione devono essere considerati, nei casi previsti, i vincoli familiari, i legami con il Paese d'origine e la durata del soggiorno in Italia.

  • art. 8 CEDU

    I legami familiari e sociali dello straniero costituiscono elementi da considerare nel bilanciamento con le esigenze di prevenzione e tutela dell'ordine pubblico.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La norma è stata applicata per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    La disposizione è stata richiamata, unitamente alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Nel procedimento di rinnovo del permesso di soggiorno, la valutazione della pericolosità sociale dello straniero non è automaticamente determinata dalla sola esistenza di una condanna penale, ma può fondarsi su un quadro complessivo comprendente denunce circostanziate, misure cautelari, procedimenti penali e altri elementi rivelatori di comportamenti socialmente pericolosi.
  • Il giudizio di pericolosità sociale dello straniero è una valutazione prognostica ampiamente discrezionale, sindacabile dal giudice amministrativo quando risulti illogica, arbitraria o fondata su un’istruttoria inadeguata.
  • Nel valutare il diniego o il mancato rinnovo del permesso di soggiorno, l’amministrazione deve bilanciare le esigenze di prevenzione e tutela dell’ordine pubblico con la durata della presenza dello straniero in Italia, il suo inserimento sociale e lavorativo e l’esistenza di legami familiari, nel rispetto della rilevanza dell’art. 8 CEDU.
  • La reiterazione di condotte lesive, anche successiva a una condanna penale e al precedente rinnovo del titolo di soggiorno, può rendere legittima la prognosi di pericolosità sociale e il conseguente diniego di rinnovo.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penaliLegami familiari e radicamento
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPonderazione degli interessi e interesse pubblicoDifetto di istruttoria

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